Saliscendi

Torno a scrivere dopo circa due mesi di inattività: due mesi dove di Apple si è parlato troppo, ma anche troppo poco… non ho voluto commentare le notizie dei presunti cali di vendite dedotte dal calo delle richieste di produzione di iPhone (ormai il fatturato di Apple è in gran parte derivato da questo prodotto), così come non ho voluto commentare la notizia che celebrava il modello XR come il più richiesto.

Notizie contrastanti che lasciano il tempo che trovano, finché non arriva la lettera di Tim Cook a confermare i timori di un fatturato minore delle attese, per tutta una serie di motivi legati a svariati fattori (dalle tempistiche di lancio, a debolezze/saturazioni del mercato, a motivi anche policiti, e quant’altro…)

La stima passa a 84 miliardi, contro gli 88 dell’anno precedente, e contro una previsione (fatta tre mesi prima) che stimava cifre tra gli 89 e i 93 miliardi…

Va da sè che è inutile trarre conclusioni prima di avere i dati ufficilli che saranno disponibili a breve, e va da se che, nonostante il calo (con coseguente caduta in borsa) è inutile tirare in ballo allarmismi inutili… AAPL ha un valore in borsa che è pari a quello di circa 18 mesi fa: il picco che nella scorsa estate l’ha portata da 180$ per azione a sfiorare i 230$ è stato sicuramente qualcosa fuori norma e l’altalena dei saliscendi è grossomodo ridondante, con picchi a distanza di di circa tre anni (2012-2015-2018).

Certo l’abbassamento delle vendite, ancora da quantificare, sarà forse il dato sul quale ragionare di più, ma ricordiamoci anche siamo in un mercato saturo dove Apple non è l’unica a soffrire, e dove l’iPhone XS, nonostante l’arrivo del modello maggiorato, non ha segnato il passo rispetto al telefono dell’anno precedente e dove, telefoni a parte, stiamo ancora aspettando novità nel comparto computer.

Il 2019 potrebbe essere un anno in cui ne vedremo delle belle, ma quello che mi sta lasciando un po’ perplesso è il silenzio che pare avvolgere ultimamente Apple: è comprensibile che il momento attuale sia molto particolare, ma è indispensabile che a Cupertino trovino il modo per generare un po’ più di hype anche in mancanza di prodotti, quell’hype di cui ultimamente si sente un po’ di mancanza.

[con inenarrabile ritardo, Buion Anno a tutti]

2 Commenti

  1. Diciamo che in questo momento non è chiaro dove voglia andare Apple, ok nuove versioni annuali o biannuali di iphone, ipad, apple watch, airpod, ok “espandere” il business di appstore e itunes (anche con le autoproduzioni tv) ma proprio per questo sembra “ferma”, nel proprio cantuccio (pur gigantesco) continuando a lavorare per consolidare e crescere (sempre che il mercato globale abbia spazio per permetterlo).

    Questa sorta di “immobilismo” apparente porta o a sperare in qualche novità eclatante e sorprendente, e quindi non prevedibile a giustificazione dello stato attuale, o al contrario ad un’ansia da futuro in un mondo dove se non cerchi sempre di avanzare rischi di finire travolto dagli altri che ti seguono e hanno magari più slancio.

    A difesa di Apple va comunque detto che tutto il mercato attuale è “immobile” nel senso che non si vedono novità sostanziose da nessun, competitor o meno.
    Il mercato in espansione è quello dei servizi, vedi microsoft e amazon da una parte e i siti di streaming dall’altra.
    Ecco io anni fa ero perplesso dalla scelta apple delle autoproduzioni piuttosto che puntare (con l’enorme liquidità in cassa) ad una forte acquisizione.
    Disney sarebbe stato un colpo enorme, e oggi con benefici incredibili, ma forse troppo grande, ma anche una “piccola” Netflix sarebbe stata una buona scelta.

    Oggi Apple dovrà ancora aspettare chissà quanto per vedere il peso della scelta e tutto da verificare in un mercato che nel frattempo sarà “saturo” di concorrenza, era così anche con la telefonia (non smartphone) ma qui non c’è l’intuizione tecnologica alla “iphone” che può fare la differenza…

  2. Hai azzeccato in pieno: ‘quell’hype di cui ultimamente si sente un po’ la mancanza’ riassume un po’ tutto il momento attuale di Apple.
    E’ un momento di calma per tutto il mercato informatico, ed Apple non si mette in evidenza rispetto agli altri produttori.
    Ricordo quando ai tempi del Powerpc c’erano appassionati come noi sempre in fermento, per i nuovi prodotti o per i keynote ‘magici’ di Jobs.
    Non necessariamente si avevano i prodotti più potenti (anche se il G5 era uno spettacolo), ma c’era il Megahertz myth che ci faceva credere di averli. Bei tempi!

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