Apple, una trimestrale che lascia il segno

Settimane difficili quelle che hanno preceduto la recente trimestrale di Apple, con analisti che prevedevano un crollo cinese delle vendite, stime catastrofiche delle vendite di iPhone X, e il titolo AAPL che perdeva, in pochi giorni, circa il 10% del proprio valore. Ancora una volta Apple è riuscita a smentire le voci e a mantenere le promesse fatte tre mesi prima. Certamente non è tutto rose e fiori: nonostante il nuovo trimestre da record, e l’incremento delle unità vendute di iPhone, non sappiamo quanto abbia influito iPhone X (modello che porta con sè le scommesse sul futuro di Apple) e i Mac sono leggermente in calo… ma c’è da considerare che se Apple è riuscita a fare questi numeri nel trimestre dell’uscita del Samsung Galaxy S9, in un contesto in cui c’è crisi nel mercato degli smartphone (e dei computer) e riesce anche ad incrementare le vendite di iPad quanto tutto il mercato dei tablet è in calo, sicuramente stiamo parlando di un’azienda più che sana che sa dove sta andando, viste anche le previsioni per il trimestre in costo. Se pensiamo al probabile rinnovamento di tutta la linea degli iPhone in stile iPhone X, all’arrivo (per alcuni imminente) del nuovo iPhone SE (che ha una sua bella fetta di mercato) all’atteso rinnovamento dei Mac, e alla crescite di servizi e degli altri prodotti (cr4escita che non continuerà all’infinito, ma per il momento ha ancora molti spazi) e facile capire perche dopo la trimestrale, a Wall Street, il titolo ha ripreso quota tornando sui valori che aveva due settimane fa: più vicino ai 180 dollari che non ai 160 di fine aprile… ma ora vi lascio all’analisi di dettaglio…

Tre mesi fa, in occasione della scorsa trimestrale, Apple ci aveva lasciato con una previsione di fatturato compresa tra i 60 e i 62 milioni di dollari, cifra per molti versi ambiziosa che significata un incremento di circa il 15 percento rispetto allo stesso trimestre del 2017: cifra che Apple ha stimato basatosi probabilmente su diverse considerazioni, dalla ripresa del mercato degli iPad, alla possibile tenuta dei Mac, passando per la crescita costante dei servizi e Altri prodotti, ed infine al sempre più discusso iPhone, perché se le vendite di iPhone X erano iniziate molto tardi (e con un numero di unità limitate) alla fine del 2017, era lecito attendersi che il nuovo melafonino potesse fare il grosso delle vendite a inizio 2018.
Visto che difficilmente in passato Apple ha sbagliato queste previsioni (anche perché, più che il risultato vero e proprio, spesso gli analisti premiano o castigano le trimestrali proprio in base al raggiungimento del target prefissato, quindi Cupertino, così come tutti gli altri, tendono a fare previsioni conservative) ma le voci che si susseguivano prima di ieri sera preannunciavano tanto la disfatta di iPhone X quanto la caduta di Apple nel difficile mercato cinese. Aveva già avuto modo di notare quanto quest’ultimo fosse importante per gli equilibri della casa della mela, che segna nuovi record ogni volta che riesce a mettere il segno positivo davanti all’andamento di questo mercato, per soffrire in occasione degli inevitabili cali dovuti alla concorrenza locale, dove alcuni marchi come Huawai e Xiaomi riescono a proporre modelli top di gamma in grado di rappresentare una status-symbol come il marchio Apple. Ciò nonostante, non era la prima volta che in presenza di segnali negativi prima dei dati ufficiale, Apple presentava poi dei conti in controtendenza che la vedevano in ripresa anche nel mercato cinese, quindi andiamo a vedere cos’è successo nei numeri annunciati la scorsa notte.

Per il secondo trimestre fiscale del 2018 (quello che copre i primi tre mesi dell’anno in corso) Apple ha realizzato un fatturato pari a 61,1 miliardi di dollari. Siamo quindi di fronte ad un incremento del 16 percento rispetto alla trimestrale dello scorso anno, che si riflette in un valore pari a 2,73 dollari per azione diluita, valore in crescita di ben il 30 percento.

Da dove arrivano questi numeri? Partiamo subito dal prodotto chiave di Apple, nonché il più discusso: l’iPhone. Con 52,2 milioni di unità vendute, il melafonino risulta essere nuovamente in crescita, nonostante le previsioni nefaste nella vigilia, e il fatto che il fatturato sia cresciuto del 14 percento ci lascia intuire che siano stati proprio i modelli più costosi (e quindi l’iPhone X) ad ottenere i risultati migliori. Considerando che per l’anno in corso si attende una nuova serie interamente ispirata alle linee di iPhone X (design che ha inspirato in vario modo anche la concorrenza) non possiamo che aspettarci dei buoni risultati anche per i trimestri a venire, senza considerare che dovrebbe essere in arrivo anche un nuovo modello di iPhone SE (che a sua volta sarà in grado di conquistare un’altro segmento di mercato).

Ma accantoniamo l’iPhone e passiamo all’iPad: anche il tablet della mela continua il suo trend positivo con 9,1 milioni di unità vendute, il 2 percento in più rispetto al 2017, e non potrà che continuare in questo modo viste le premesse dell’ultimo modello che puntano ad offrire un prodotto di alta qualità ad un prezzo “contenuto” ottenuto sacrificando alcuni aspetti che possiamo ritenere secondari per un tablet. Apple sta continuando a puntare molto sui tablet e sul loro utilizzo anche in ambito professionale, e non è detto che non sia davvero questa la scelte vincente, anche alla luce del cosiddetto progetto Marzipan.

Un discorso a parte potrebbe essere quello dei Mac, visto che sono attese diverse novità nel corso dell’anno, ma lasciamo da parte le indiscrezioni, e restiamo sui numeri; in un mercato che non sorride certo al mondo dei computer, Apple riesce a vendere oltre 4 milioni di Mac, in calo del 3 percento rispetto allo scorso anno, ma sostanzialmente dei numeri che denotano una certa tenuta del settore, visto che a livello di fatturato di registrano gli stessi numeri. A livello di curiosità possiamo notare come il numero di Mac venduti siano un numero significativamente inferiore rispetto agli iPad (meno della metà) viste sopra, ma con un fatturato ovviamente superiore: anche sotto questo punto di vista, l’unificazione del software potrebbe portare vantaggi ad entrambi.

Concludiamo l’analisi con il sempre positivo andamento dei servizi e Altri prodotti, che con 9,2 e 4 miliardi di dollari, fanno segnare crescite ben oltre il 30 percento. Oltre a notare che questi due settori, complessivamente, sono ormai oltre il 21 percento del fatturato totale (e ben sopra l’accoppiata iPad + Mac), dobbiamo identificare quesi numeri con il buon andamento di Apple Music e la crescita delle vendite degli altri prodotti Apple, in particolare Apple Watch ed Apple TV.

Infine, viste le premesse di apertura, non possiamo non dare uno sguardo alla distribuzione geografica di questi risultati, in particolare a quello che è successo in Cina. Scopriamo così che, oltre a registrare crescite più o meno accentuate in ogni parte del mondo, proprio nell’area denominata la grande Cina Apple mette a segno una crescita del 21 percento: per ora si tratta di una vittoria (a dispetto delle voci circolate nelle score settimane) ma il mercato cinese rimane comunque tanto grande quanto difficile, e ci sarà molto lavoro da fare per continuare a far bene in questo paese.

Oltre al canonico dividendo (pari in questo caso a 0,73 dollari per ogni azione posseduta in data 14 maggio) per il trimestre in corso Apple prevede un fatturato compreso tra i 51,5 e i 53,5 miliardi di dollari, con un margine operativo lordo del 38-38,5 percento, una crescita consistente rispetto a 45 miliardi dello scorso anno, ma evidentemente Apple ha motivi per essere ottimista…

Fonte: Punto-Informatico

2 Commenti

  1. Sicuramente la concorrenza per Apple è aumentata negli ultimi anni e la poca stabilità dei mercati certo non aiuta, ma il colosso americano sa come rispondere e non si smentisce mai. Da sempre e per sempre fan dei prodotti apple e di Steve Jobs.

    • ma sei “amico” di Sergio? entrambi commentate articoli vecchi e avete la stessa URL (che al momento ho rimosso per sospetto SPAM)

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