Amazon e non più Amazon [quando c’è di mezzo il corriere] – aggiornato x2

Confesso di non essere mai stato un fan di Amazon e della sua politica dei prezzi fatta “sfruttando” i paradisi fiscali (cosa che, peraltro, ha fatto in parte anche Apple)… non sono mai stato suo fan fino ad un paio d’anni a questa parte, forse, meno, quando alla fine ho ceduto alla comodità di trovare con estrema facilità sullo store di Bezos, alcuni prodotti che nei negozi era quasi impossibile recuperare.

Al di là delle motivazioni che ci stanno dietro, il succo del discorso è che da un atteggiamento quasi repulsivo, sono diventato un acquirente abbastanza fidato: pur non avendo Prime, acquisto da Amazon parecchia roba, qualcosa anche di discreto valore, finché un bel giorno è arrivato l’inconveniente.

Fortunatamente nulla di eccessivamente “prezioso” o “costoso”, ma succede che ordino una cosa (valore circa 40€) e arriva tutt’altro (valore circa 5€). Il venditore spergiura di aver spedito il prodotto richiesto, e spergiura anche che è impossibile che mi abbia spedito quello che ho ricevuto, visto che si tratta di un articolo che nemmeno tratta nel suo negozio.

E’ la mia parola contro la sua: io non posso verificare cosa vende (il suo negozio e dalla parte opposta dell’Italia) né tantomeno cosa ha spedito; lui non può avere la certezza che io abbia davvero ricevuto tutt’altro (anche se potrei dimostrargli che dopo migliaia di euro spesi in articoli vari, di certo non metterei in piedi una truffa per qualcosa che vale 40€). Verò è che però mi hanno sempre insegnato che il cliente ha sempre ragione, frase che ad onor del vero non ritengo sempre valida, anche perché in questo caso c’è di metto un terzo intermediario: il corriere.

Ecco, non voglio fare nomi perché so che i giudizi in tal senso sono molto variabili in base alle zone e alle filiali, ma non ho mai avuto un buon rapporto con i corrieri, a parte un paio di eccezioni… nel caso specifico, il dubbio che ci abbia messo lo zampino il corriere è molto forte: anche se il prodotto non era di grande valore, la forma del pacco poteva lasciar pensare a ben altro, quindi può essere che abbia fatto uno scambio veloce riservandosi poi la possibilità di valutare in seguito quanto sottratto.

Volendo evitare di pensare male, potrebbe anche trattarsi di un errore di scambio involontario, fatto sta che il corriere è venuto meno ad uno dei suoi doveri fondamentali: non mi ha fatto firmare la ricezione del pacco, ma ha falsificato la mia firma infilando il pacchetto nella buca delle lettere… fossi stato presente, avrei rifiutato il pacchetto, perché la forma è visibilmente diversa da quello che mi aspettavo!!!

Ma arriviamo al dunque: in attesa di una risposta dal corriere sull’operato dei suoi addetti, col venditore (che non è direttamente Amazon, ma un negozio che vende tramite Amazon) sono riuscito comunque a concordare il reso… il “problema” è che dovrei rispedire l’oggetto in questione a mie spese, che tradotto in soldoni significa spendere circa 20€ (se decidessi di affidarmi ad un corriere) per un prodotto che ne vale 40€, senza contare il tempo perso nelle attese, nelle discussioni, ecc… ecc… e comunque finché non avrò il prodotto tra le mie mani non avrò la certezza di avere ciò che ho acquistato: come minimo ci sono di mezzo altri due corrieri, e quando avrò il prodotto tra le mani (se mai l’avrò) avrò speso il 50% in più del dovuto.

Cosa voglio dire con tutto ciò? Niente di particolare in realtà… ma probabilmente la prossima volta farò un giro in più in negozio prima di clicckare su “Aggiungi al carrello”

[aggiornamento: nel frattempo il corriere, a seguito delle mie rimostranze al servizio clienti, è venuto a riprendersi il pacco per rimandarlo a mittente a sue spese… peccato che non mi abbia lasciato nessun numero di tracking, quindi al momento non posso dimostrare al venditore che il reso sta andando a lui]

[aggiornamento finale: oltre a quanto scritto qui (e di seguito nei commenti) nonostate ulteriori ritardi, il pacco mi è finalmente arrivato con la merce giusta… che dire… stavolta mi è andata bene, ma se penso ai prodotti ben più costosi che ho ordinato in passato, spero che in futuro non mi ricapiti nulla di simile]

6 Commenti

  1. Devo dire che acquisto da Amazon ormai moltissimo, ma i casi di ordini con spedizione da terzi sono casi rarissimi perchè il problema è appunto il reso (temo anche per gli acquisti da amazon esteri).
    So che per “regola” i venditori terzi su amazon.it DEVONO fornire un indirizzo di consegna ITALIANO per i resi.

    Tornando al problema, mi capità meno raramente invece di acquistare casi simili su ebay, sebbene stia prendendo piede da un po’ il sistema di spedizione internazionale che garantisce sia venditore che acquirente proprio per casi simili.

    • lasciando perdere eBay (che non frequento) nel caso specifico si tratta di un acquisto da un rivenditore italiano, sebbene dalla parte opposta dell’italia. Come indirizzo di reso ci siamo, ma per il rivenditore in questione, ogni reso dovrebbe essere fatto a carico di chi, per l’appunto, fa il reso… nel caso specifico avrei dovuto pagare io. Aggiungo che sono stato quasi costretto a comprare da un terzo perché si tratta di un prodotto ormai abbastanza “datato” quindi non si trova molto facilmente.
      Al di là di tutto ciò, dopo un intenso scambio di corrispondenza e di telefonate, sia col corriere che col venditore, dopo giorni di stallo in cui ognuno cercava di dare la colpa all’altro, devo ammettere che il venditore si è dimostrato molto comprensivo accettando di sobbarcarsi la spedizione del reso (che fino a ieri era bloccato presso il corriere come “consegna non conforme”) e confermandomi che mi rispedirà il prodotto corretto una volta ricevuto il prodotto errato.
      In realtà, sarò strano io, ma mi pare sacrosanto che il cliente non debba rimetterci nulla in casi come questo; posso anche capire il punto di vista del mittente, e il suo comportamento mi lascia ipotizzare l’errore o la malafede del corriere… ma credo che in questi casi siano il venditore e il corriere a doversela “smazzare”: io come cliente dovrei semplicemente ricevere quanto acquistato, senza ulteriori addebiti.
      In attesa di poter mettere la parola fine su tutto ciò, al prossimo acquisto stato molto più attento.

  2. Eh lo so, ma da un certo punto di vista capisco anche i venditori dato che vige la legge sui resi degli acquisti online anche solo perchè si è cambiato idea, il rischio è che finiscano per far guadagnare solo i corrieri.
    Amazon può permetterselo per ovvi motivi di fatturato e rapporti con i fornitori (conosco una persona che ha comprato e rispedito 5 tastiere una dietro l’altra perchè non lo convincevano dopo un breve utilizzo).

    Ovviamente il tuo caso sarebbe “diverso” dato che non è un ripensamento, e probabilmente proprio per questa ragione poi si è accollato i costi.

    • Ma infatti ci stà che il reso fatto perché “visto dal vivo non mi piace più” sia a carico del cliente: non è che uno può ordinare 10 prodotti per sfizio, o per vedere qual è il migliore, e poi restituirne 9 tenendone uno solo…
      Se però ricevo un prodotto rotto, non funzionante, o addirittura completamente diverso da quanto richiesto, non vedo perché io, come cliente, oltre a subìre il disagio, debba pure rimetterci dei soldi; poi la colpa può essere tanto del venditore (o dei suoi addetti) quanto del corriere (scambio di pacchi o di etichette, sottrazione del bene, maltrattamento del pacco) ma se la devono gestire tra di loro…

  3. Credo tu sia stato sfortunato.
    Avrò acquistato più di 3/400 prodotti con Amazon (e negozi partner)negli ultimi 5 anni e avrò forse avuto 4/5 problemi poco gravi che ho prontamente risolto con restituzione. In più per 3 prodotti che si sono guastati al limite della garanzia mi hanno fatto restituire gratuitamente il prodotto è rimborsato l’intera cifra spesa.
    Diciamo che anche se non lo dicono io sono convinto che ogni cliente abbia un rating composto da n. Acquisti, spesa media, rumerò resi, se prime o meno e in base a quello lo trattano in caso di problemi o si “fidano”. Detto in soldoni se uno compra 500 prodotti e non ha mai un problema se al 501esimo lamenta il fatto che gli sia arrivato il prodotto sbagliato spero che credano al cliente e non al venditore… diverso il caso che tu sia acquirente occasionale o che ha il vizio di restituire i prodotti dopo 29giorni (c’e Chi lo fa)

    • Questo è quasi scontato, ma il problema è più che altro legato al “venduto da…” e “spedito da…”
      Per dire: mi è capitato di comprare un banale cavo lightning “venduto e spedito da Amazon” arrivato non funzionante, e nel giro di tre giorni avevo già stato rispedito il reso e ricevuto il nuovo funzionante, senza spendere un centesimo. Se però il venditore o lo spedizioniere non è Amazon, la situazione si complica: posso anche comprendere i dubbi del venditore, ma perché mai dovrei pagare le spese di reso se ho ricevuto un prodotto completamente diverso?

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