Marzipan, il prossimo step delle App di Cupertino

Avete mai desiderato di avere anche su Mac quell’App tanto utile che utilizzate ogni giorno sull’iPhone? O di utilizzare sull’iPad le stesse App che utilizzate sul Mac? Presto potrebbe accadere…

Ne avevo già parlano in passato, ancora sul vecchio blog, forse prima ancora che uscisse l’iPad ma già si vociferava di un tablet Apple. Ancora oggi non sono convintissimo della bontà della cosa, anche perché l’esperienza Microsoft in tal senso non può certo dirsi riuscita, ma il tempo passa, le situzzioni cambiano, ed Apple è nota anche per reinventare le cose meglio di come le ha fatte la concorrenza…

Non sono ancora convintissimo, dicevo, del fatto che ogni App, la stessa App, possa andar bene tanto sul Mac quanto sull’iPad, e credo che il “morphong” dell’interfaccia per usare la stessa App in due ambienti diversi sia una complicazione di troppo rispetto ai presunti vantaggi… ma… ci sono dei ma… Foto (che in particolare so che utilizza delle API comuni nelle versioni iOS e macOS) ma anche Pages, Numbers e Keynote, o iMovie e Gardaband, pur non essendo un’unica App da installare ovunque, beneficiano della completa interscambiabilità tra i dispositivi e di Handoff, che permette (per esempio) di iniziare a scrivere a casa sul Mac, e proseguire in treno sull’iPad, senza che sia necessario fare alcunché.

Altra differenza che ha segnato il passo rispetto alle prime discussioni su questo argomento, è che Apple si è messa a progettare CPU (per la precisione SoC) con architettura ARM, inclusa la GPU, e si tratta di CPU che nelle ultime incarnazioni hanno prestazioni di tutto rispetto… paragonabili a molti computer… si torna quindi anche a parlare della possibilità che Apple possa tornare ad un architettura proprietaria anche sui Mac, magari non subito, magari non su tutta la fascia, ma si tratterebbe comunque di qualcosa che andrebbe di pari passo con l’unificazione delle App.

Comunque sia, per il momento vi lascio con il mio articolo pubblicato oggi su Punto-Informatico:

A inizio anno abbiamo fatto il punto sulle possibili novità hardware attese da Apple per questo 2018, ma se è vero che il punto di forza della casa della mela è sempre stata l’integrazione molto spinta tra hardware e software (cosa che in questi anni è molto evidente soprattutto in ambito iOS) non possiamo esimerci dal fare qualche considerazione anche sotto quest’ultimo aspetto, anche perché le notizie che si susseguono ormai da diverse settimane (un paio di mesi se andiamo all’origine di queste voci) parlano potenzialmente di grosse novità.

Marzipan è il nome in codice del progetto che (parliamo sempre al condizionale) vorrebbe portare all’unificazione delle App iOS e macOS. Già in passato abbiamo affrontato la questione dei diversi approcci utilizzati da Microsoft, Google ed Apple, riguardo la differenziazione dei sistemi, notando come la casa di Cupertino abbia sempre cercato di distinguere nettamente i due mondi, proprio in virtù della migliore integrazione possibile tra hardware e software: usare un’App con mouse e tastiera, non può essere la stessa cosa che usarla con le dita che interagiscono su uno schermo multi-touch…

Nonostante ciò, numerosi sono stati (nel corso degli ultimi anni) gli avvicinamenti tra i due mondi: la versione per iPad di iOS offre per esempio la possibilità di lavorare tenendo due applicazioni affiancate, e lo stesso iOS ha guadagnato una sorta di file manager che, seppur limitato, contribuisce ad avvicinare l’utilizzo dell’iPad a quello di un normale computer. Proprio su questo aspetto Apple ha puntato e sta puntando in modo molto deciso, soprattutto per quanto riguarda la serie “Pro”: io stesso sto scrivendo questo articolo da un iPad Pro, utilizzando la Smart Keyboard, e tenendo affiancati sullo schermo Pages e Safari. In direzione contraria, abbiamo visto macOS assomigliare sempre più ad iOS sotto molti aspetti, a partire dalla modalità a tutto schermo delle App (che si possono scaricare dal Mac App Store) fino ad arrivare alle numerose gesture multi-touch da effettuare su trackpad dalle dimensioni sempre più generose…

Pur mantenendo le dovute distanze, non possiamo quindi nascondere che iOS e macOS si stiano inseguendo l’un l’altro ormai da diverso tempo, quindi è più che lecito cercare di comprendere cosa comporterebbe l’unificazione delle App dei due mondi, sia dal punto di vista dell’utente, che dal punto di vista tecnico (sia per Apple che per gli sviluppatori).

Per l’utente è presto detto: potrebbe avere la possibilità di comprare un’unica App e utilizzarla tanto su Mac quanto su iPad (o iPhone) il che, in fin dei conti, è un vantaggio… il Mac guadagnerebbe un enorme parco di applicazioni (anche se molte non propriamente adatte all’utilizzo su computer) e l’iPad guadagnerebbe un certo numero di applicazioni giudicate “professionali” (definizione che continuo a ritenere ambigua) contribuendo alla strategia di Cupertino che continua a proporre i propri tablet come perfetti sostituti del computer. Di contro potrebbe esserci il rischio che i prezzi delle App aumentino a causa delle complicazioni a cui sarebbero costretti gli sviluppatori: un’App che deve funzionare su due dispositivi completamente differenti dovrà proporre interfacce diverse a seconda del dispositivo su cui gira, senza considerare che i Mac sono basati su architettura x86 mentre i dispositivi iOS utilizzano un’architettura ARM. Microsoft ha già affrontato sotto vari aspetti queste problematiche, senza ancora riuscire a trovare una soluzione che sia completamente soddisfacente per tutti i dispositivi. Apple ha dalla sua la grande diffusione dei dispositivi iOS (siano essi smartphone o tablet) aspetto che dal punto di vista degli sviluppatori macOS potrebbe portare ad ampliare non di poco il parco dei possibili utenti.

Parlando più specificatamente dagli aspetti tecnici che dovranno affrontare Apple e i propri sviluppatori, dobbiamo considerare che le applicazioni per macOS sono sviluppate utilizzando un set di API denominate AppKit, mentre quelle per iOS utilizzano le API UIKit: anche immaginando che il grosso del lavoro venga assorbito da Xcode, come accennato sopra, lo sviluppatore dovrà quantomeno fare i conti con lo sviluppo di due diverse interfacce, e due diverse modalità operative, ognuna con i propri limiti. In realtà esiste già un set di API intermedie denominato UXKit e utilizzato internamente da Apple per realizzare l’App Foto (le cui versioni per Mac e per iOS sono in effetti molto simili, pur con le dovute differenze). Apple potrebbe potenziare questo set di API e renderlo accessibile a tutti: non sarebbe molto dissimile (a parte la questione dell’interfaccia) da quanto già fatto in passato nelle transizione da classic a OSX o da PPC a x86. In quest’ottica qualcuno pensa anche che prima o poi Apple potrebbe anche decidere di passare in modo definito all’architettura ARM anche sui Mac, o quantomeno a realizzare qualche modello di Mac (magari non quelli di punta) con questa architettura: le potenzialità cominciano ad esserci, ed è facile immaginare che in qualche laboratorio segreto di Cupertino ci sia qualcuno che sta quantomeno studiando questa possibilità…

La WWDC di quest’anno (che in mancanza di date ufficiali, attese a breve, dovrebbe tenersi tra il 4 e l’8 di giugno a San Jose) potrebbe dare le prime risposte su questo argomento, anche se in via più o meno ufficiale si sa già che le prossime versioni di iOS e macOS dovrebbero puntare a migliorare la sicurezza, l’affidabilità e le prestazioni, senza introdurre cambiamenti drastici come quelli ipotizzati in questo articolo. È anche vero che una novità di tale portata richiede una certa tempistica di realizzazione sia da parte di Apple (per realizzare gli strumenti necessari) che per gli sviluppatori (che dovranno poi occuparsi della revisione delle loro App): non è quindi da escludere che quest’anno venga fatto l’annuncio di una transizione che avverrà solo a partire dal 2019, ma si tratta di argomenti tanto delicati da sconsigliare previsioni troppo azzardate… quello che è certo è che le novità Apple previste per il 2018 saranno molte, quindi attendiamoci qualcosa di importante anche durante la WWDC non solo dal punto di vista dell’hardware, ma soprattutto per gli sviluppatori.

 

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