Apple Watch 3, una prova di polso

In attesa (forse) di provare iPhone X, e testando l’iPhone 8 plus (si… avete letto bene… stavolta ho voluto provare la versione “maggiorata”, più che altro per sperimentare le opzione della doppia camera) mi sono dilettato per qualche settimana con la terza serie di Apple Watch. Non ci sono enormi cambiamenti: se avere la seconda versione, e non usate intensivamente certe App, potete tranquillamente aspettare… se avete la prima serie “originale” (quella col vecchio processore, non quella che è in vendita adesso)e vi siete trovati bene, magari un pensierino potreste anche farcelo… Quello che noto sulla versione GPS (la versione cellular non è in vendita in Italia per via del mancato supporto degli operatori alla SIM elettronica) è che la batteria sembra durare sensibilmente di più rispetto a prima: è più facile azzardare l’allungo sul secondo giorno, anche se ormai sono abituato a metterlo in carica ogni notte; probabilmente la versione cellular è un po’ più “dispendiosa”, ma non so nemmeno quanto abbia realmente senso telefonare da un orologio, s enon in casi di emergenza… più utile invece l’eventuale connessione dati… ma questo è un altro discorso. Vi lascio alla recensione:

L’HARDWARE

Non è semplice distinguere un Apple Watch 3 dal suo predecessore: l’unico elemento esteticamente distintivo, a meno di considerare i modelli particolari, come quello in ceramica grigia, è la presenza del colore rosso sulla corona digitale; si tratta però di dettagli riservati al modello cellular, al momento non disponibile in Italia per via del mancato supporto da parte degli operatori di telefonia (parliamo infatti di una SIM elettronica, come quella già presente su alcuni modelli di iPad).

La scelta di Apple di mantenere inalterata l’estetica del proprio smartwatch ha sicuramente delle ragioni più che valide: al di là degli accessori (principalmente cinturini) che rimangono invariati e utilizzabili su tutti i modelli, così come le App realizzate per il piccolo schermo dello smartwatch della mela, Apple ha potuto delineare un proprio “stile”, che può piacere o meno, ma che di fatto è stato ampiamente imitato. Infine, fatto anch’esso non trascurabile, nonostante gli importanti miglioramenti apportati alla seconda e alla terza serie (nonché l’aggiornamento di processore dedicato alla prima versione) gli utenti si trovano sempre di fronte al medesimo Apple Watch: chi ha comprato il primo modello non si sente “forzato” da Cupertino ad aggiornare quello che di fatto è un “accessorio” dell’iPhone (oltre che un dispositivo utile per monitorare la propria attività fisica). Certo, è immaginabile che prima o poi qualche cambiamento ci sarà, ma è altrettanto probabile che la forma squadrata dai bordi arrotondati rimarrà sempre una caratteristica di Apple Watch, così come la corona laterale che da un lato richiama un elemento degli orologi classici, dall’altro rappresenta un pratico sistema per interagire con l’interfaccia senza nasconderla con le dita che si utilizzerebbero per toccare lo schermo touch (cosa che comunque è sempre possibile e in alcuni casi necessaria, tanto più che parliamo di uno schermo in grado di riconoscere anche la forza con cui viene premuto).

 

 

 

Ma andiamo ad esaminare più in dettaglio la terza serie di Apple Watch. Come già accennato, e come evidenziato dalle foto, distinguere il nuovo modello dalla serie precedente è praticamente impossibile: solo il retro mostra qualche differenza nel sensore di battito; anche la confezione è sostanzialmente identica, a parte la scritta che riporta esplicitamente la dicitura Series 3. Dopotutto il confronto delle specifiche tecniche non lascia via di scampo: parlando della versione da 42 millimetri che abbiamo in prova (ricordiamo che esiste anche la versione più piccola da 38 millimetri) per entrambe le serie abbiamo delle dimensioni pari a 42,5 x 36,4 millimetri, uno spessore di 11,4 millimetri, e un display OLED da 390 x 312 pixel. Il peso, cambiando la componentistica interna cala leggermente: 32,3 grammi rispetto ai precedenti 34,2: in entrambi i casi, al polso, Apple Watch non si sente. Il modello in esame è quello con cassa in allumino scuro (per la precisione, grigio siderale) ma esistono anche le varianti grigio chiaro e oro, abbinabili a diversi cinturini, oltre al modello Nike+ (che offre cinturini e quadranti dedicati) e ad altre varianti più esclusive e costose, come il modello Hermès o quello con cassa in ceramica (questi ultimi non disponibili sullo store italiano, anche perché realizzati solo in versione cellular, al momento non supportata dai nostri operatori). L’ultima cosa che possiamo segnalare a livello estetico (ma, volendo, anche pratico) è il nuovo cinturino denominato Sport Loop; si tratta fondamentalmente di una versione sportiva della maglia milanese, realizzata in un tessuto elastico e traspirante, con una trama in nylon a doppio strato e una chiusura regolabile a piacere: sicuramente il miglior cinturino per Apple Watch che ho provato finora, perché risulta al tempo stesso elegante, ma anche pratico per il fitness (oltre ad essere leggero, morbido e confortevole).

Se a livello estetico non ci sono differenze, a livello tecnico le cose cambiano: all’interno troviamo infatti il nuovo processore S3 (sempre dual-core, ma con prestazioni fino al 70 percento superiori rispetto al precedente) affiancato da un inedito coprocessore W2, che si occupa di gestire la connettività WiFi e Bluetooth in modo più veloce (fino all’85 per cento sul WiFi) e con una maggiore efficienza energetica, cosa che consente ad Apple Watch di mantenere la stessa autonomia di prima nonostante l’incremento di prestazioni e funzionalità… e non potrebbe essere diversamente visto che comunque, con 18 ore dichiarate di autonomia, va ricaricato ogni sera: un calo di autonomia sarebbe impensabile. In realtà, con un utilizzo limitato, si può arrivare a sera con oltre il 60 percento di carica ancora disponibile, il che consentirebbe di raggiungere due giorni di autonomia se si ha l’accortezza di impostarlo in modalità aereo durante la notte, cosa che ho avuto modo di sperimentare in diverse occasioni, anche se esula dalle prescrizioni di Apple.

La configurazione avviene come di consueto: basta avvicinare l’iPhone ad Apple Watch per veder comparire l’immagine che consente (tramite la camera dello stesso iPhone) di effettuare l’abbinamento. A quel punto se già si possedeva un Apple Watch, si può decidere di ripristinare lo stato dell’ultimo backup piuttosto che configurarlo come “nuovo”. Come prevedibile, la reattività del nuovo modello è sensibilmente superiore rispetto al precedente modello, e anche se nella maggior parte dei casi di tratta di un dettaglio di poco conto per quello che normalmente si è abituati a fare sullo schermo di un orologio, in alcune situazioni si tratta di reattività molto gradita. Oltre alle questioni prestazionali, Apple Watch è cresciuto anche a livello di sistema operativo raggiungendo il giusto equilibrio di estetica e funzionalità nelle ultime due versioni, anche se a mio avviso rimane ancora “povero” nell’offerta dei quadranti, aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato visto che parliamo pur sempre di un orologio.

Abbiamo già esaminato l’ultima versione di watchOS (la quarta release) in occasione del suo rilascio, anche se alcune funzioni si scoprono solo dopo un utilizzo più prolungato. Ad esempio, chi non ama la visualizzazione delle App nella disposizione a nido d’ape, può ora scegliere una più semplice rappresentazione ad elenco, sicuramente più fruibile attraverso la corona digitale. Per chi invece preferisce tenersi sempre sotto controllo, ricordiamo che l’applicazione per il monitoraggio del battito cardiaco è ora più completa e presenta il grafico con il valore medio in diverse circostanze, per esempio camminata e a riposo; quest’ultimo è importante perché si può impostare una soglia d’allarme nel caso in cui il battito a riposo ecceda una certa soglia, indice che qualcosa non va come dovrebbe al nostro cuore (e ricordiamo che, pur non essendo un dispositivo medico, il rilevatore del battito cardiaco di Apple Watch è uno dei più precisi tra quelli di tutti gli smartwatch in vendita). Quanto detto riguardo watchOS 4 vale ovviamente per tutti i modelli di Apple Watch, visto che non ci sono particolari restrizioni di compatibilità.

LE APP

Venendo all’utilizzo vero e proprio, e ad un confronto più diretto col suo predecessore, uno degli utilizzi per me più tipici è quello dell’allenamento sportivo, e qui le differenze sono praticamente nulle: entrambi i modelli sono impermeabili e dotati di GPS (a differenza della prima serie) quindi in entrambi i casi è possibile utilizzare Apple Watch durante il nuoto (cosa non possibile per la prima serie di Apple Watch), o andare a correre lasciando il telefono a casa, ma avendo comunque il tracciato GPS del percorso (mentre con la prima serie, senza l’iPhone si aveva solamente una stima, comunque accurata, della distanza percorsa). Sempre riguardo l’attività sportiva, per chi pratica allenamenti in quota, arrampicate o simili, è da segnalare che la terza serie di Apple Watch è dotata anche di un altimetro barimetrico.

Un altro degli utilizzi più classici di Apple Watch riguarda l’interazione con Siri, e qui le differenze sono più marcate: sul nuovo modello è possibile sentire direttamente la voce di Siri dallo speaker dell’orologio. Se però vi stava balenando l’idea di ascoltare anche la musica direttamente dallo stesso speaker, sappiate che non è possibile: si può controllare la musica in riproduzione sull’iPhone, si può ascoltare musica in cuffia (AirPods) o mandarla in streaming via AirPlay direttamente da Apple Watch (sia la musica presente nella memoria dell’orologio, sia direttamente da Apple Music per chi può usare la versione cellular), ma non si può ascoltare musica dall’orologio. Ovviamente, così com’è sempre stato anche sui precedenti modelli, è possibile utilizzare speaker e microfono integrati in Apple Watch per effettuare delle telefonate in vivavoce attraverso l’iPhone; nel caso del modello cellular (che, ribadiamo, non è al momento disponibile in Italia) la terza serie di Apple Watch può anche effettuare chiamate in piena autonomia.

Parliamo un attimo di App. In passato abbiamo esaminato diversi applicativi, sia in occasione delle recensioni dello smartwatch della mela, sia nella sezione Download di Punto-Informatico.
Di applicazioni ce ne sono molte, anche se non sono sempre facili da trovare: la home page dell’apposta sezione (alla quale si accede attraverso l’App Watch sull’iPhone) mette in evidenza alcune App per il fitness e la salute, oltre a qualche utility e qualche gioco… l’impressione è però che i prodotti in evidenza siano sempre gli stessi, il che potrebbe indurre l’utente a pensare che ci siano poche App e poco interesse nel realizzarle. In realtà basta utilizzare la funzione di ricerca, inserendo le parole chiave desiderate, per trovarsi di fronte ad un grande numero di applicativi: forse Apple dovrebbe migliorare un po’ questo aspetto, facilitando la ricerca di App per Apple Watch tramite classifiche, categorie, ecc. anche se occorre ricordare che molte applicazioni di uso comune hanno la loro controparte anche su Watch (Instagram, per esempio, è una di queste, e non può mancare sul vostro Apple Watch se siete appassionati del social dedicato alla fotografia).

Al di là di questo aspetto, quali sono le App migliori da utilizzare su Apple Watch, e come vanno sulla terza serie dello smartwatch di Cupertino? Diciamo subito che i tempi di caricamento sono molto ridotti rispetto a prima, così come i tempi necessari allo scambio di informazioni con iPhone: se siete assidui utenti di Telegram, sapete quanto può essere comoda l’App sullo schermo dello smartwatch, ma sapete anche che se avete molte chat in corso (magari con molti messaggi) i tempi per caricare l’App e i messaggi della chat interessata si allungano. Sul nuovo modello di Apple Watch questo tempo è stato migliorato, e lo stesso comportamento si può riscontrare grossomodo su ogni App: come accennato sopra, anche se nella maggior parte dei casi non è un miglioramento di cui si sente un reale bisogno, ci sono casi in cui la differenza è utile. Oltre alle App che abbiamo già citato, quali altre App conviene installare sul proprio Apple Watch? Parlando di fitness, se non vi basta l’App Allenamento fornita da Apple (che sincronizza le sessioni di lavoro con la corrispondente App Attività presente sul melafonino) sappiate che i vari Sport Tracker, così come Runtastic e tutte le applicazioni a tema, hanno l’App per Apple Watch, oppure potete affidarvi al più classico Nike+ Run Club. Uscendo un po’ dal seminato delle applicazioni più classiche e conosciute, potete provare anche Seven – 7 minuti di esercizio, un’App che si propone di mantenervi in forma guidandovi per 7 minuti di esercizi quotidiani.

Sempre in tema di esercizi guidati, potete poi rilassarvi con Pocket Yoga, sempre monitorando il proprio battito cardiaco (ovviamente si può sempre fare riferimento allo schermo dell’iPhone per una descrizione più completa dell’esecuzione dell’esercizio). E dopo il relax potete cimentarvi in Letter Zap, un puzzle game che mette alla prova non solo la vostra capacità di trovare le parole nascoste nel poco tempo assegnato, ma anche il fatto che riusciate a portare a termine il compito mantenendo la giusta calma e un giusto ritmo cardiaco.

Come potete vedere, le applicazioni non mancano, e si può passare dalle App per il fitness, ai giochi, attraverso diverse tipologie di utility (per esempio l’utilissima iTranslate), applicazioni di astronomia (Star Walk 2) che sfruttano i sensori di Apple Watch per capire quali stelle stiamo puntando e App che sfruttano il GPS per guidare i giocatori sui campi da golf (per esempio con Golfshot Plus). Non si tratta di applicazioni esclusive per la terza serie di Apple Watch, ma sicuramente su quest’ultimo modello possono offrire qualcosa in più grazie al consistente incremento prestazionale rispetto ai precedenti modelli.

In conclusione, ricordiamo che Apple Watch serie 3 è in vendita in Italia nella sola versione GPS (non cellular) con un’ampia scelta di combinazioni per le colorazioni della cassa e la tipologia di cinturini, e prezzi a partire dai 379 euro; la prima serie (comunque aggiornata con lo stesso processore della seconda edizione) parte invece da 279 euro. L’aggiornamento alla nuova serie non è sicuramente indispensabile per chi già possiede il modello precedente, mentre potrebbe essere interessante per chi ha un iPhone ma ancora non possiede uno smartwatch.

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