Apple, una lunga strategia di investimenti

Si fa presto a parlare di “sviluppo”, ma dietro quello che utilizziamo ogni giorno ci sono spesso grossi investimenti, più o meno visibili, che contribuiscono in vario modo a creare ciò che utilizziamo, sia dal punto vi vista “tecnologico” che da quello della creazione di App e di nuove funzioni del sistema… ma anche, perché no, riguardo la diffusione del sistema, che inevitabilmente porta a nuove risorse per amplificare ulteriormente lo sviluppo. Non so se è la nuova gestione di Apple a rendere più evidente questo tipo di investimenti, se questi stanno effettivamente aumentanto, o se (semplicemente) la casa della mela segue quello che fa anche la concorrenza, che a sua volta si muove in base alle esigenze del mercato. In ogni caso Apple si sta muovendo molto attivamente, per cui vale la pena fare un breve riassunto prima dell’apertura della WWDC (abbandonando per una volta i rumors, per seguire qualcosa di concreto)…

Di seguito la mia analisi:

Tra pochi giorni si aprirà la WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori Apple. Tra le numerose indiscrezioni nelle quali è inutile perdersi (ma che, con tutta probabilità, riguarderanno principalmente il mondo Mac e il panorama dei sistemi operativi di Cupertino) andiamo a vedere quali investimenti sta facendo Apple, a livello mondiale, proprio in ambito sviluppo.

Partiamo subito dal nostro Paese, dove la Apple Developer Academy a Napoli è in procinto di chiudere il bando di selezione per il prossimo anno. Rispetto ai 200 studenti del primo anno, per il nuovo anno accademico l’Academy raddoppierà il numero di studenti accolti, raggiungendo quindi una cifra pari a circa 400 persone.
Al di là della locazione, l’Academy è aperta ai migliori studenti provenienti non solo dall’Italia ma anche da tutto il resto mondo, è gratuita, ed è stata concepita per fornire agli studenti competenze approfondite sullo sviluppo di app, spaziando dalla progettazione alla fruizione finale. Per chi si fosse perso la storia di questa Academy (che è la prima del genere in Europa) ricordiamo che è stata inaugurata nell’ottobre dello scorso anno accogliendo i primi 100 studenti, ai quali se ne sono aggiunti altri 100 con i corsi di gennaio 2017. Per chi fosse interessato alla candidatura, ricordiamo invece che il bando rimarrà aperto fino al 31 maggio: come sottolineato ai tempi dell’apertura, si tratta di una grande opportunità per Napoli, per tutta l’Italia e per i giovani che vogliono lanciarsi verso questa nuova figura professionale.

Procedendo a ritroso, e cambiando completamente genere di investimento, scopriamo che lo scorso 12 maggio Apple si è impegnata con un piano di 200 milioni di dollari a favore di Corning per sostenere da un lato il settore manifatturiero statunitense, dall’altro la ricerca nel settore di produzione del vetro: per i pochi che non dovessero conoscerla, Corning è l’azienda produttrice del Gorilla Glass, il vetro ultra-resistente (e nel contempo leggero ed estremamente nitido) reso famoso da proprio da Apple nel 2007 sul primo iPhone. Probabilmente Apple non vuole rischiare quanto già successo con GT Advanced Technology, che qualche anno fa si era impegnata (forse un po’ troppo ottimisticamente) a fornire display in zaffiro alla casa della mela. Con questo investimento in Corning, Apple si assicura un partner non da poco in un settore dove ogni minimo dettaglio può fare la differenza, e nel contempo contribuisce con una cifra non da poco agli sviluppi nel settore.

Parlando più specificatamente di hardware, non dimentichiamo che Apple è sempre stata all’avanguardia nel settore della ricerca e dell’innovazione, proponendo e sostenendo (in alcuni casi “forzando”) l’adozione di determinati sistemi o soluzioni. Senza ripercorrere tutta la storia di Apple, ci basta ricordare alcune delle ultime mosse di Cupertino, come l’adozione dei processori a 64 bit sui telefoni (inizialmente derisa come inutile, ma poi seguita da tutta la concorrenza) e la spinta verso il nuovo standard USB-C. Proprio su questi due elementi, e a testimonianza dell’impegno della casa della mela nel settore della ricerca, possiamo ricordare come Apple abbia partecipato attivamente alla definizione e promozione del nuovo standard USB, mentre nel settore dei microprocessori, dopo la prematura fine (per vari motivi) dell’esperienza PowerPC, ha intrapreso la via della progettazione in proprio di SoC ARM, affiancando poi degli “inediti” coprocessori di movimento e, tra le ultime notizie, la progettazione in proprio anche della GPU, con l’abbandono di Imagination Technologies.
Il motivo di questa scelta è chiaro, anche se forse ha colto tutti un po’ di sorpresa, ma si tratta di un passo perfettamente in linea con le idee di Apple riguardo la personalizzazione dei propri prodotti, un modo come un altro (in realtà molto più impegnativo e particolare di altri) per renderli unici.

Gli investimenti che danno ad Apple maggior visibilità sono però i grandi centri di sviluppo aperti in Asia, a partire da quello in India dello scorso anno (che ha creato 4.500 posti di lavoro) e ai quattro centri di ricerca cinesi: oltre a quelli di Pechino e Shezen, proprio in queste ore (e in occasione della partecipazione di Tim Cook al China Development Forum) la casa della mela ha annunciato l’arrivo di due nuovi centri a Shanghai e Suzhou.
Si tratta di centri che porteranno anche a collaborazioni con i produttori locali, e non è un caso che Apple voglia puntare proprio alla Cina per crescere: come abbiamo visto dall’analisi degli ultimi risultati fiscali, la Cina costituisce oltre il 20 per cento del fatturato della casa della mela, ma si tratta di una percentuale in calo, sia perché dopo lo slancio iniziale c’è stato un assestamento delle vendite, sia perché la concorrenza locale è molto forte. Il mercato cinese è talmente vasto che non si può pensare di trascurarlo, anche perché si tratta di un mercato che sta diventando sempre più “ricco” e quindi più propenso ad acquistare prodotti di fascia alta, senza contare che l’assemblaggio di molti prodotti Apple avviene proprio in Cina (il che fa capire quanto gli interessi in gioco in questo Paese possano essere molto elevati). Per chiudere il giro dei Paesi asiatici, va ricordato che oltre a India e Cina Apple ha annunciato l’apertura di tre centri di sviluppo in Indonesia, il primo dei quali dovrebbe aprire nella seconda metà di quest’anno nella città di Tangerang. Il centro fornirà anche strumenti di sviluppo e programmi di formazione per 400 studenti locali, che saranno guidati fino alla creazione di app per iOS e relativa pubblicazione sull’App Store… e anche qui non è un caso che l’annuncio dell’accordo sia arrivato proprio in occasione della commercializzazione dell’iPhone 7 in questo Paese…

Tra personalizzazione dell’hardware e investimenti nello sviluppo di app, si rafforza quindi la strategia di Apple nell’integrazione delle due componenti per offrire il meglio coi propri prodotti, il tutto integrato anche con i propri servizi; e nell’ottica di questi ultimi si inserisce la recente acquisizione (da considerarsi a tutti gli effetti come un investimento) di Lattice Data, azienda specializzata nel trattamento di dati secondo le più recenti tecnologie di intelligenza artificiale, acquisizione che potrebbe dare una nuova vita a Siri e forse contribuire anche ad altri sviluppi, visto che Apple si sta dimostrando molto interessata al settore dell’intelligenza artificiale.
Al di là degli scontati riferimenti alla Apple Car, a Cupertino sembrano aver preso molto sul serio il tema dell’Intelligenza artificiale, tanto da essere al lavoro su un chip (il cui attuale nome in codice sarebbe Apple Neural Engine) che potrebbe essere integrato anche in ogni iPhone e iPad, con un ulteriore sforzo di integrazione tra hardware e software tipico della società della mela.

Si rafforza infine un legame, forse più strategico, tra le nazioni più interessanti dal punto di vista del mercato (o degli accordi produttivi) e l’apertura di centri di ricerca e sviluppo: ricordiamo che per Apple le app sono centrali nella strategia degli investimenti di sviluppo, anche a livello formativo, con iniziative specifiche e con la distribuzione di appositi strumenti di apprendimento.

Con questo spirito ci si avvicina quindi alla WWDC 2017: anche se alla fine della manifestazione si parlerà principalmente delle novità hardware (se ce ne saranno) perché sono quelle più tangibili, non bisogna dimenticare che non è solo l’hardware a caratterizzare i prodotti Apple, ma anche tutto quello che ci sta intorno e che passa attraverso canali meno conosciuti ma altrettanto importanti.

fonte: Punto-Informatico

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