cose che bruciano…

Mi ero ripromesso di non sparare sulla croce rossa, ma la notizia è davvero troppo grossa per non commentarla, anche se mi sono preso qualche giorno di tempo per focalizzare bene la situazione…

Come ben saprete, Samsung ha decretato la morte del Galaxy Note 7, caso più unico che raro a mia memoria, quantomeno in questo genere di prodotti.

La storia credo che sia nota a tutti: dopo le prime vendite dell’oggetto si riscontrano alcuni casi di telefoni che prendono fuoco o esplodono, Samsung inizia una prima campagna di richiamo, ma pare che anche i modelli sostituiti soffrano dello stesso problema. Tra i pericoli per gli utenti, e i divieti di utilizzo in aereo, Samsung sospende prima le vendite (e già la concorrenza, Apple in primis, se la ride sotto i baffi) poi, incalzata dal ripetersi dei casi, e capendo che il problema è più grosso di quello che poteva sembrare inizialmente, sospende la produzione e decreta la fine prematura di questo prodotto.

Non è ancora chiara l’origine del problema, ma parrebbe evidente che questa non risiedeva nella batteria (visto che le sostituzioni non hanno risolto il problema) e viene più facile pensare ad un vero e proprio errore di progettazione della parte elettrica, che di fatto inficierebbe tutto il progetto. Samsung non poteva certo rischiare di lasciare in vendita un prodotto potenzialmente pericoloso e nemmeno poteva continuare a produrlo col sospetto che ci fosse un grave errore di progettazione.

Restano comunque molti lati oscuri nella vicenda: al di là di non comprendere come mai la problematica non sia emersa in fase di prototipazione e controllo qualità (OK che i modelli in prova sono pochi, ma ci saranno delle procedure di controllo e dei lotti minimi da “stressare” per evidenziare qualsiasi magagna? Sono state eseguite?) pare che Samsung non sia stata neppure molto trasparente nell’ammettere il problema, e tutto sommato è già andata bene che non ci siano stati incidenti gravi…

Il danno economico è notevole: Samsung ha buttato tutto quanto speso per progettare il Note 7, per non parlare delle catene produttive, dei componenti (che saranno riciclabili solo in parte) dei prodotti finiti e già nei negozi, e di quelli già venduti: sarà tutto da richiamare (con ulteriori costi, perché di prevedono “pacchi speciali” anti esplosione) ci saranno clienti da risarcire, ecc… ecc… ecc…

Ma oltre al danno delle casse, anche il marchio ha subito un grosso contraccolpo, tant’è che qualche analista si chiede se ci sarà ancora un Galaxy Note (o addirittura un prodotto a marchio Galaxy) o se Samsung sceglierà la via di affossare completamente qualsiasi possibile collegamento con questa vicenda cambiando nome ai propri smartphone: non resta che attendere, ma ne frattempo, se proprio volete un phablet, guardate altrove…

4 Commenti

  1. Sinceramente credo che se la stessa cosa fosse capitata alla tua tanto amata Apple (sparare sulla croce rossa la dice lunga) non credo avrebbero fermato l’ intero progetto.
    Samsung al di là dell’ accaduto ha dimostrato rispetto per l’ utenza.
    Poi non è che S7 Edge comunque sia così male da preferirgli iPhone Plus ( volete un phablet? Guardate altrove).
    Ah…sono utente Mac/iPhone dal 1999 e dal 2007, tanto per non passare per il fanboy di turno.

    • Onestamente non ho la presunzione di sapere cosa avrebbe fatto Apple: mi limito a constatare i fatti…
      …e non sarei nemmeno così sicuro nel dire che Samsung ha dimostrato rispetto per la sua utenza: primo perché non è stata molto trasparente nel riconoscere il problema (finché non è diventato così grosso da non poterlo nascondere) secondo perché mi risulta che abbia mandato alcune mail incomprensibili a molti utenti accampando scuse varie (se ri-trovo il link te lo pubblico). Quello che sta facendo è banalmente il minimo sindacabile per evitare grosse grane.

      I fatti ci dicono che Samsung ha cannato alla grande la progettazione di questo dispositivo, forse per la fretta di rilasciarlo sul mercato in tempi brevi, prima di completare certi test… i fatti ci dicono anche che le ripercussioni di questo errore saranno grosse, perlomeno a breve (magari tra un anno tutti se lo saranno scordato).

      Riguardo il “guardate altrove”, io non ho mai parlato di iPhone Plus: ho detto semplicemente “altrove”…

      Ah… anch’io (oltre ai prodotti Apple) utilizzo pure Samsung, Dell, Windows, Android, e altro ancora…

    • Credo che il rispetto dimostrato sia soprattutto “obbligato”, dalle leggi e dalle cause di risarcimento, anche penali in casi gravi, cui sarebbe andata in contro lasciandolo in vendita o non ritirando gli esemplari già venduti.

      Non parliamo di un “problema” minore (citiamo pure i fantomatici antennagate di apple per non criticare samsung) che può inificare l’usabilità del prodotto e che le aziende “minimizzano” (tutte, da apple a samsung) vuoi anche perchè spesso si tratta di problemi aggirabili o limitati a percentuali “irrisorie” della produzione e quasi sempre risolvibili tramite la garanzia.

      Qui si parla di apparecchi che determinano un rischio fisico per l’utilizzatore, non siamo certo ai livelli di un auto con difetti ai freni ma il caso è indubbiamente molto grave anche se si tratta sicuramente di un problema che ha sorpreso prima di tutto la stessa Samsung, dubito infatti che abbia rilasciato il prodotto sapendo già del verificarsi di casi simili e contando sul “saranno pochi” come capita in altri settori merceologici.

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