a caccia di polli…

Un mesetto fa, ho ricevuto la mail che vedete qua sotto…

machivuoiprendereingiro
Gli errori sono talmente tanti e talmente grossolani che solo un vero allocco potrebbe cascarci:
– La grammatica è un optional e il subject non ha alcun senso
-L’11 giugno era già passato da un paio di settimane (la mail è del 21 giugno)
-whatsApp è diventata completamente gratuita
(e comunque io avevo un abbonamento a vita, ma questo, il truffatore, non poteva saperlo)
-WhatsApp non ha alcun mio indirizzo mail
(ma anche questo il truffatore poteva non saperlo)
-L’indirizzo mail, al di là del falso nome che compare (WhatsApp Servizio) portava a qualcosa per nulla rassicurante
-L’eventuale pagamento di abbonamenti, si sarebbe dovuto finalizzare tramite un acquisto in-App, non come proposto da loro su un’altra pagina
-La finta pagina per il pagamento, che ho voluto visitar eper curiosità, era pure fatta male: per esempio, il campo per l’inserimento della mail richiamava il tastierino numerico anziché la tastiera classica.

Mi viene difficile pensare che qualsiasi persona con un minimo di buon senso, possa abboccare ad un simile trabocchetto, ma gli analfabeti funzionali sono tanti (basti vedere certe sciocchezze condivise su FaceBook, anche da gente il cui livello culturale dovrebbe essere medio-alto) e oltre a questi c’è anche chi, non per colpa sua, si trova in condizioni linguistiche o culturali sfavorevoli.

Se ricordate, qualche tempo fa pubblicai il “listino prezzi” di un database di indirizzi mail: per un centinaio di Euro si possono avere 1,6 milioni di indirizzi mail, privati e aziendali. Se anche uno su mille di questi indirizzi abboccasse, ci sarebbero 1’600 carte di credito contraffatte… e parliamo solo dell’Italia… è facile immaginare come possa essere facile guadagnare un po’ di soldi in questo modo.

Il consiglio è ovviamente sempre lo stesso: meglio un dubbio in più che una risposta avventata… e soprattutto: fate lavorare la testa

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