Due mesi (circa) di iPad Pro

Proseguono le recensioni a distanza, e ora è la volta dell’iPad Pro. Ammetto di trovarmi un po’ a disagio in questa recensione perchè non è facile, per l’uso che ne faccio io, inquadrare questo prodotto.

Intendiamoci, l’iPad Pro è e rimane un dispostivo eccezionale sotto molti punti di vista: quando riprendo in mano un iPad “classico” mi trovo spaesato dalla dimensioni che mi sembrano piccole, anche se il risvolto della medaglia è che l’iPad Pro è un dispositivo più pesante e meno maneggevole.

Partiamo proprio da qui: dimensioni e peso. Se per un computer è normale raggiungere un certo peso, e maneggiare il dispositivo in un certo modo, con un tablet le cose sono un po’ diverse. Al di là della comodità di interagire toccando lo schermo (comodità che viene assicurata da iOS e dal fatto che comunque, per quanto grande possa essere, abbiamo sempre in mano un tablet) il display dell’iPad Pro è davvero grande, tanto che l’utilizzo della penna è utile in molte occasioni che vanno al di là delle sole operazioni di disegno. Ci sono poi casi in cui la dimensione diventa un problema: se si viaggia e si ha già un computer per determinati motivi, avere con se un iPad di dimensioni normali può essere più comodo rispetto ad avere con se un iPad Pro. Il peso è poi l’altro punto debole dell’oggetto in sé: pur non essendo eccessivo in senso assoluto, negli anni ci siamo abituati a dispositivi più leggeri, e si capisce perché Apple abbia deciso di non “riempire” troppo l’iPad Pro, che avrebbe potuto avere una battaria ben più capiente e molta più autonomia.

Quello che può sembrare uno svantaggio diventa però, sotto altri aspetti, un vantaggio: la tastiera a schermo è molto più comoda da utilizzare, così come tutte le altre applicazioni, e guardarsi un filmato (dopo che siamo tutti diventati Netflix-dipendenti) fa un effetto decisamente diverso.

Per il resto non c’è molto da aggiungere: l’iPad Pro è un iPad come gli altri con lo stesso sistema operativo, a meno dei dettagli che consentono di utilizzare l’apposita penna di Apple e di sfruttare al meglio il grande schermo… ed ecco quindi che implicitamente si risponde alla domanda: a chi serve un iPad Pro? Sicuramente serve a chi pensa di fare un grande uso della penna: Apple Pencil funziona davvero molto bene, con un lag nullo, e con un’ottima risposta sia ai livelli di pressione che all’inclinazione. Le applicazioni che la sfruttano sono molte, e chi lavora nel settore sicuramente saprà come trarne vantaggio… La seconda categoria di persone che potrebbe essere interessata all’iPad Pro è chi ne fa un uso tale da poter rimpiazzare in toto, o quasi, il proprio laptop: lavorare con applicazioni office e/o prendere appunti in varie forme, si fa molto agevolmente con un iPad Pro.

Per un uso domestico la risposta è “dipende”: in linea generare, se si pensa di usarlo comunque in casa (magari affiancato ad un computer fisso) può essere un’ottima alternativa, per esempio per realizzare brevi e veloci montaggi video dei fimati realizzati con l’iPhone… ma in mobilità forse è meglio pensare a qualcosa di più piccolo: non a caso pare che l’iPad mini abbia fatto il botto nelle vendite natalizie, anche se i dati ufficiali li scopriremo solo domani sera…

L’ultima cosa che vorrei sottolineare è che le prestazioni sono davvero al top, il che lascia davvero pensare che Apple si prepari a fare il salto dei processori AX anche sui normali Mac, magari partendo da macchine come il MacBook 12″. Qui però cambiamo discorso, e magari ne parleremo un’altra volta…

2 Commenti

  1. Continuo a vederlo come un prodotto assolutamente specialistico.

    In famiglia mi pare ancora troppo superfluo, anche nell’ottica di sostituire il “PC di casa”, sarà che vedo i tablet come gli smartphone dei prodotti più “personali” che “familiari”, ma non escludo che la mia sia solo un’errata visione, o che da famiglia a famiglia le esigenze possano cambiare.

    Certo a parità di prezzo preferirei comprare 2 ipad da dividere che 1 solo da amministrare ora a te, ora a me.

    Su peso e dimensioni… mah forse una via di mezzo sarebbe stato preferibile, per usi non professionali intendo, per loro più è grande meglio è, il peso viene dopo.

    • Diciamo che, con quegli ingombri, o riesci ad usarlo in mobilità come strumento unico (non necessariamente specialistico, ma comunque votato a certi utilizzi) o lo usi in casa: è un buon compagno per chi ha un fisso ma vuole un po’ più libertà tra le mura di casa. Certo, poi se valga la pena il Pro rispetto ad un “normale” Air, è un altro paio di maniche…

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