iPad Pro, tablet maggiorato

Riprendo il mio articolo pubblicato da Punto-Informatico, aggiungendo (alla fine) qualche considerazione extra:

Che il trend di vendite degli iPad sia in calo già da diversi trimestri è cosa risaputa, ma Apple ha sempre negato che ci fosse un vero problema del prodotto in sé: dopotutto iOS9 gira pure sui “vecchi” iPad 2, macchina utilizzata ancora con profitto da molte persone, e il mercato è talmente saturo di prodotti a basso costo che diventa difficile incrementare le vendite.
Per uscire da questa situazione di stallo, la casa della Mela ha pensato di agire in direzione opposta proponendo un iPad Pro, dispositivo che, nelle intenzioni di Cupertino, in virtù di alcune sua caratteristiche che lo distinguono dal più classico iPad Air 2, dovrebbe convincere molti professionisti (definizione che personalmente ho sempre trovato ambigua) ad adottarlo come macchina di lavoro.

trend_smallMa quali sono queste caratteristiche? La più evidente è il display da 13″, la seconda è la potenza di calcolo che pone iPad Pro al pari di molti computer portatili presenti sul mercato, e la terza è la disponibilità di alcuni accessori in grado di renderlo più appetibile per determinati utilizzi (nel dettaglio la Apple Pencil e la Smart Keyboard). In questa recensione andremo a testare il prodotto (ad esclusione della Smart Keyboard) per valutarne le effettive potenzialità e stabilire se può davvero essere considerato un prodotto “Pro”.

La macchina in prova è un iPad Pro Argento da 128GB, in configurazione WiFi+Cellular. Ricordiamo che iPad Pro esiste in tre differenti varianti cromatiche (Argento, Oro, e Grigio siderale), nelle varianti da 32GB (solo WiFi) o da 128GB (solo WiFi o WiFi+Cellular) e con prezzi a partire da 919 Euro; la Apple Pencil costa 109 Euro, mentre la Smart Keyboard 179 Euro. Concluso l’elenco di varianti e prezzi di acquisto, prima di passare alle specifiche vere e proprie (nonché alla prova del prodotto) veniamo all’immancabile unboxing e al primo contatto con i prodotti.

small_inside_boxiPad Pro giunge nella più classica delle confezioni Apple, minimale nell’estetica ma ben curata. Oltre all’iPad troviamo un alimentatore e il relativo cavo USB-lightning.

La confezione della Apple Pencil riserva invece quale sorpresa in più: insieme alla penna troviamo infatti una punta di riserva e un adattatore femmina/femmina per il collegamento al classico cavo lightning dell’alimentatore. Per spiegare quest’ultimo dettaglio dobbiamo ricordare che Apple Pencil ha un connettore lightning sul retro (sotto il tappo) che permette di ricaricare la penna inserendola direttamente nella porta dell’iPad Pro: bastano 15 secondi di carica per avere 30 minuti di autonomia, mentre una ricarica completa consente un’autonomia di ben 12 ore. Quando si inserisce Apple Pencil nella porta dell’iPad Pro, viene anche chiesta la conferma per l’abbinamento della stessa tramite bluetooth, operazione che avviene in modo immediato e che ci permette anche di conoscere l’autonomia residua di Apple Pencil. Come ultimo dettaglio costruttivo segnaliamo che il cappuccio che nasconde il connettore lightning è fissato alla penna magneticamente.

small_pencil_boxPer quanto riguarda l’iPad, la prima cosa che colpisce è senza ombra di dubbio la dimensione: 13 pollici possono sembrare pochi su un normale portatile, ma l’effetto di trovarsi di fronte ad un tablet da 13 pollici è completamente differente, forse anche per via del consueto formato dell’iPad in 4:3, un po’ inusuali al giorno d’oggi ma che porta con se alcuni vantaggi legati al fatto di avere a disposizione un’area maggiore. Messo a confronto con il classico iPad da 10 pollici sembra di avere tra le mani un dispositivo enorme, anche perché Apple ha studiato in modo opportuno anche le proporzione col modello più classico: con la stessa densità di pixel (264 punti per pollice), il lato corto dell’iPad Pro misura lo stesso numero di pixel del lato lungo dell’iPad da 10 pollici (2732×2048 l’iPad Pro e 2048×1536 gli altri iPad). Le altre differenze visibili dall’esterno sono i quattro altoparlanti e lo smart connector per la tastiera. I quattro altoparlanti, che offrono un volume d’ascolto decisamente superiore rispetto agli altri iPad, sono anche sensibili all’orientamento del dispositivo, così da riprodurre le frequenze più alte solo sugli speaker superiori, in modo da ottenere un suono più bilanciato. Per quanto riguarda lo smart connector, il suo scopo è quello di consentire il passaggio di dati e alimentazione attraverso una connessione fisica che non necessita alcun pairing con la tastiera (come avviene invece normalmente con una connessione Bluetooth), ma senza nemmeno ricorrere a delle vere e proprie connessioni fisiche con con cavi o altro.

small_ipad_vs_topMa veniamo alla prova vera e propria: l’iPad Pro pesa poco più di 700 grammi, tutt’altro valore rispetto ai circa 440 grammi del’iPad Air 2, ma in linea con i numeri del primo modello del 2010; per quanto possa sembrare un aspetto secondario, dimensione e peso sono due elementi molto importanti per un dispositivo che fa della portabilità la sua vocazione di utilizzo. Si tratta di un compromesso inevitabile se si vuole usufruire di un display più ampio, e tutto sommato non si tratta di un peso eccessivo. Pare che Apple abbia anche rinunciato ad utilizzare buona parte dello spazio interno pur di ottenere un prodotto leggero ma con una buona autonomia, la stessa autonomia degli altri modelli (10 ore dichiarate come navigazione WiFi).

Ciò premesso, avere tra le mani un display generoso e una penna invoglia sicuramente all’utilizzo di iPad Pro per disegnare, e non è un caso che le prime applicazioni ottimizzate per il nuovo tablet di Apple arrivino da Adobe e Autodesk. La prima ha messo a disposizione un’intera suite di prodotti: da Adobe Comp CC (ampiamente mostrato nel corso della presentazione dello scorso settembre) a Photoshop Sketch passando per Photoshop Fix e Photoshop Mix.

small_live_adobe_fixAbbiamo accennato alle applicazioni Adobe, ma parlando di utilizzi professionali non possiamo dimenticare Autodesk, che propone delle versioni ottimizzate di Autocad 360 e di SketchBook. Parlando invece di applicazioni più creative, una delle mie preferite è Paper by 53, software che offre la sensazione di avere tra le mani un vero e proprio album da disegno con strumenti molto realistici per il disegno a mano libera: l’utilizzo della penna è semplificato anche dal fatto che iPad Pro capisce che l’utente sta utilizzando Apple Pencil, il che permette di appoggiare la mano sullo schermo senza interferire con l’azione vera e propria, che sarà solo quella attuata dalla punta della penna.

small_live_paper53Le applicazioni che supportano nel migliore dei modi Apple Pencil offrono poi diversi strumenti per sfruttare al meglio le possibilità di disegno, come i righelli virtuali (presenti anche nella applicazione Note di inclusa in iOS9), o i tool che consentono di disegnare linee dritte o figure regolari partendo da forme meno precise realizzate a mano libera.
Potremmo continuare ad elencare innumerevoli altre app in grado di sfruttare questo nuovo dispositivo di Cupertino, come Procreate 3 (forse una delle migliori applicazioni per la creazione di disegni e illustrazioni) o la rinomata Evernote, ma il succo del discorso non cambierebbe più di tanto: utilizzare Apple Pencil su uno schermo di queste dimensioni offre indubbiamente qualcosa in più, tanto che istintivamente ci si ritrova ad utilizzare la penna anziché le dita anche in molte altre operazioni più comuni, cosa che invece non avviene quando si tiene tra le mani un tablet di dimensioni più contenute (come ho avuto modo di sperimentare in passato con altre penne capacitive su un iPad classico). A titolo di esempio possiamo citare un altro software, di genere completamente differente, ma comunque ottimizzato per iPad Pro: Complete Anatomy (di 3D4 Medical) offre una guida completa all’anatomia del corpo umano, e l’utilizzo della penna consente di selezionare in modo più puntuale gli elementi che si vogliono studiare.

small_anatomyAbbandonando l’utilizzo legato alle varie forme di disegno, se restiamo in ambito creativo non possiamo dimenticare che iPad Pro, nello specifico con iMovie, consente di elaborare filmati anche a risoluzione 4K. Pur rivolgendosi ad ambiti più ristretti, il montaggio di video sul tablet è un’operazione che si svolge abbastanza agevolmente, e su uno schermo da 13 pollici che si tiene tra le mani, diventa ancora più comodo. Parlando sempre di video, ma entrando in un ambito di applicazioni dedicate alla produttività, possiamo invece trovare applicazioni come TouchCast Studio, che consentono di prendere appunti grafici su un video registrato precedentemente e poi importato, oppure in presa diretta, aggiungendo anche immagini, testo, pagine web, e molto altro ancora.

small_touchcastSlegandosi completamente dall’utilizzo della penna, c’è un altro aspetto importante per la produttività di molte persone, ovvero l’utilizzo delle applicazioni Office, che siano quelle di Apple (Pages, Numbers e Keynote) oppure quelle del più classico Microsoft Office. Qui entra in gioco in modo preponderante la dimensione dell’iPad, soprattutto se non si ha a disposizione una tastiera esterna come la Smart Keyboard. Su uno schermo da 13 pollici in 4:3 ci sta comodamente una tastiera full-size (come si può vedere nelle foto che la mettono a confronto con la tastiera di un MacBook Pro) lasciando anche sufficiente spazio per il documento che si sta editando (cosa che sarebbe meno vera nel caso di uno schermo in formato 16:9).
Inoltre con la possibilità di lavorare in Split View su più applicazioni contemporaneamente, è quasi come avere due iPad classici affiancati.

small_tastiera_fullsizesmall_Word_Excel_SplitA valle di tutto ciò, e tralasciando alcuni aspetti più marginali per questo tipo di macchina (come la camera, il Touch ID, o la qualità audio delle quattro cassa) l’ultima cosa da valutare sono le prestazioni. Nella progettazione dell’Apple A9X, la casa di Cupertino ha voluto spingere al massimo per ottenere un livello di prestazioni elevato, tale da non far rimpiangere l’utilizzo di un più comune notebook.

Cominciamo subito col pezzo forte, il comparto grafico: per gestire al meglio il display da 2732×2048 pixel, Apple ha dotato il suo SoC più potente di 12 core, che scambiano dati con la memoria attraverso un bus a 128 bit in grado di assicurare una larghezza di banda pari a 51,2 GB/s, il doppio del processore A9 montato sugli ultimi iPhone, e il doppio anche rispetto al precedente A8X. Anche la RAM è raddoppiata, raggiungendo i 4GB, mentre è stata eliminata la cache L3, probabilmente perché il gioco non vale la candela: con una tale larghezza di banda il vantaggio di avere qualche MB di cache L3 sarebbe stato minimo rispetto all’aumento di complessità su un chip di dimensioni già generose (parliamo di 147 millimetri quadri).

La CPU rimane invece un dual core “Twister”, con la particolarità di essere realizzata in esclusiva da TSMC, a differenza dei SoC A9 montati su iPhone 6S e 6S+ che arrivano anche da Samsung.

small_gfx_openGLsmall_geekbench2L’incremento di prestazioni rispetto all’iPad Air 2 è notevole, ma è sufficiente per considerare l’ultimo arrivato in casa Apple come una macchina professionale? Come dicevo in apertura (e come ho avuto modo di dire anche in passato), il concetto di “macchina professionale” è molto vago vista la varietà di professioni e di possibili utilizzi di un tablet. Un iPad da 13 pollici può sostituire un normale notebook per molti utilizzi, ma dev’essere l’esperienza di utilizzo di ciascuno a dire quanto può essere valida come alternativa: più che le prestazioni in sé, quello che rende interessante un prodotto di questo tipo è una combinazione di elementi che tengono in considerazione anche il software disponibile e, per tutti gli utilizzi legati in qualche modo al disegno, la reattività della penna, che deve dare un feedback immediato e senza ritardi.

Su quest’ultimo punto Apple ha lavorato molto bene, e l’unico problema di Apple Pencil è che non c’è nulla, neanche sulla cover o sul case protettivo, pensato per ospitarla. In ogni caso, la precisione di questo strumento, unita alla dimensione generosa del display, e alle prestazioni di tutto rispetto, rendono iPad Pro una macchina molto interessante per diverse categorie di professionisti, ma anche chi non utilizza la penna potrà sfruttare l’iPad Pro alla stregua di un portatile ultraleggero per l’utilizzo di applicazioni Office o per scopi didattici.
Ora resta solo da vedere se l’arrivo dell’iPad “maggiorato” riuscirà a risollevare il trend calante in cui si è infilata Apple con gli iPad.

Cos’altro aggiungere? Prima di tutto vorrei rassicurare tutti di non essere incappato nel famoso problema del blocco che affligge alcuni modelli a seguito della ricarica. Poi vorrei segnalare un paio di recensioni fatta da persone che sicuramente hanno utilizzi più professionali del mio, e quindi sanno giudicare meglio l’utilità e le prestazioni di Apple Pencil: una è il contronto con Surface Pro 4, fatta da Wired, che a mio avviso pecca in qualche considerazione. L’altra (segnalatami da kOoLiNuS) è quella di Roberto Marin: impressioni di un architetto. Per quanto mi riguarda, da utilizzatore consumer, non posso che constatare quanto segue:

-la penna è veramente molto reattiva: non vedo lag apprezzabili in nessuna della App provate e, avendo di fronte un display enorme, torna comoda anche in molte delle operazioni più comuni (ovviamente non quelle che richiedono gestures multitouch)

-non l’ho ancora sperimentato in lettura (lo farò a breve, nel mio prossimo viaggio, che farà anche da test di portabilità) ma col multitasking di iOS9 lo schermo grande si apprezza, e l’Air sembra diventato piccino piccino.

-in alcune occasioni sembra invece che il display tardi a reagire al tocco, forse perché si aspetta l’interazione del pennino che è comunque in mano… ma capita raramente.

-non ho ancora installato tutte le App che usavo sull’altro iPad in quanto mi sono concentrato su quelle per la recensione, quindi il confronto che posso fare rispetto all’iPad normale è ancora “parziale”… magari ci sarà un’altra puntata più avanti

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