[10 anni fa] i tempi passano, le WWDC restano

Col consueto ritardo arriviamo al momento del ricordo di 10 anni fa…

itstrue_wwdc2005La primavera del 2005 sarà ricordata per molti eventi più o meno importanti, ma se parliamo di Apple è al 6 giugno del 2005 che dobbiamo andare con la memoria, al keynote di apertura della WWDC di quell’anno, al momento in cui Steve Jobs annunciò che “si: era proprio vero…” Apple si stava preparando a migrare ad Intel.
La scelta non fu certo delle più felici, ma non arrivò nemmeno all’improvviso: al di là delle indiscrezioni che giravano ormai da tempo (l’ultima proprio a ridosso dell’evento), il consorzio tra Apple, IBM e Motorola, che si proponeva di realizzare processori PPC, traballava da tempo… IBM non partecipava alla realizzazione dei G4 (poco convinta dalla tecnologia Altivec, che comunque implementò nei G5) e Apple utilizzava solo i G5 di IBM, che nel frattempo però non riuscivano ad evolversi più di tanto in prestazioni e consumi: tutti ricorderete i PowerMac G5 raffreddati a liquido, così come ricorderete anche che non c’è mai stato un portatile con questi processori, proprio per via dei consumi; Jobs aveva già identificato la portabilità come elemento preponderante degli anni a venire, e la situazione di stallo non sembrava avere vie di uscita.
In ogni caso, ripeto, il consorzio era traballante già da tempo, e la stessa Apple aveva pronto il “piano B” fin dagli albori di MacOS X, che essendo un sistema *nix nasceva già potenzialmente multipiattaforma, perlomeno nelle fondamenta. Probabilmente Jobs già sapeva che non ci sarebbe stato un futuro per il PowerPC, o forse proprio l’esistenza di questo “piano B”, trapelato agli alti vertici di IBM e Motorola, tolse lo stimolo per proseguire con convinzione sulla strada del PPC. Apple ebbe tempo di preparare la migrazione con la dovuta attenzione, e ai tempi dell’annuncio buona parte del lavoro era già stata fatta, tanto che i primi Macintel arrivarono già nel gennaio del 2006, dopo soli sei mesi. Non era certo la prima migrazione affrontata da Apple, che già aveva vissuto il passaggio dai processori 68k ai PPC, e poi la migrazione dal MacOS classic a MacOS X; per il passaggio ad Intel furono sfruttate entrambe le esperienze passate: i complitatori potevano generare applicazioni universali, contenenti tanto il codice PPC che quello x86 (esattamente come le applicazioni “fat” nel passaggio tra 68k e PPC) mentre a livello di sistema operativo venne inserito un interprete di codice, Rosetta, in grado di far girare sulle macchine Intel (con qualche limite) anche quei programmi realizzati solo per PPC (tecnicamente non è la stessa cosa delle librerie Carbon pensate per il passaggio da MacOS classic a MacOS X, ma il risultato finale è molto simile).
Oggi, a dieci anni di distanza e con una diversa esperienza sui processori, ci si chiede se Apple non voglia effettuare un ulteriore migrazione verso l’architettura ARM (da alcuni prevista per il prossimo anno): a seguito dell’acquisizione di PA-Semi, Apple ha iniziato a progettare da sé i processori per i dispositivi iOS, operando come al solito la migliore integrazione possibile tra hardware e software, customizzando la progettazione dell’hardware in base alle proprie esigenze, e portando per prima i 64 bit nel mondo mobile. Davvero tutta questa esperienza rimarrà confinata al mondo iOS? Non credo… ma questa è un’altra storia…

Per completezza ricordiamo qualche altra notizia della primavera 2005:

-Restando in campo Apple, è della primavera del 2005 il lancio di MacOS X 10.4 (nome in codice Tiger) nonché di nuovi Power Mac.

-Nello stesso periodo Apple era attiva anche sl sosftware tanto sul fronte professionale che su quello consumer (con una nuova versione di iWorks, a quei tempi ancora mancante di Numbers)

-Visto che parliamo di processori, Intel sfornava i primi xeon a 64 bit, anche se sapete tutti che fino a non molto tempo fa la stragrande maggoranza dei computer Windows utilizzava XP a 32 bit, vanificandone di fatto l’utilità. Nel frattempo anche dalla Cina arrivavano CPU a 64 bit.

-Cambiando argomento, se ne parla tanto adesso, ma già 10 anno fa c’era la WiFi sugli aerei (alcuni… molto pochi, ma ebbi la fortuna di provarla)

-Nel campo mobile, già di avvertiva l’unione dei cellulari col mondo videoludico, e se Nokia tentava la strada di Linux sul Webpad, la vera rivoluzione di quel periodo fu l’irrompere del VoIP e di Skype, con tanto di discussioni degli operatori

-Cambiando argomento, abbiamo accennato prima all’acquisizione di PA-Semi da parte di Apple, ma 10 anni fa era Adobe che si comprava Macromedia, mettendo fine a quello che allora era un duopolio nel settore della grafica (seppure in ambiti non completamente sovrapposti, se non per quella vettoriale)

-Ultime due notizie, una cattiva con Sony che infilava i DRM del CD, e una buona con la ricerca per lo sviluppo di un intelligenza artificiale, che dopo 10 anni è ancora lontana da venire.

 

1 Commento

  1. Pingback: [10 anni fa] Dieci anni di MacIntel | Puce 72

Lascia un commento

I campi richiesti sono evidenziati con *.