[cosa accadrebbe se…] non ci fossero più gli iPod?

E’ da un po’ che questa rubrica è “orfana”, non per mancanza di fantasia, ma perché diventa difficile trovare il tempo di mettere tutto per iscritto. Ma veniamo al dunque: cosa accadrebbe se Apple dovesse dismettere la produzione di iPod?
Abbiamo già visto a più ripetizioni come il settore iPod generi un fatturato sempre minore; abbiamo visto come l’iPod nano, nella sua ultima incarnazione abbia poco feeling; abbiamo detto (o forse no… lo dico ora) che lo shuffle è interessante per fare fitness, ma oggi come oggi potrebbe essere un po’ troppo limitato (e comunque in una fascia di prodotti troppo soggetta alla concorrenza). Abbiamo visto che il classic non è aggiornato da ormai 5 anni e chiarito che, in generale, la fruizione della musica in mobilità sta seguento altre vie: chi ha uno smartphone (ma anche un phablet o un tablet) difficilmente utilizza un iPod per l’ascolto, e chi passa per i servizi di straming via cloud ha bisogno di un dispositivo capace di connettività, che l’iPod non ha… neanche quello touch (a meno di essere sotto copertura WiFi).

In realtà possono esserci comunque dei motivi validi per continuare ad utilizzare l’iPod, motivi (a mio avviso) prettamente legati alla capacità di archiviazione, e quindi alla quantità di musica da archiviare o alla sua fruizione in formati lossless (vedi anche la discussione che si è sviluppata in un post di qualche tempo fa); questo potrebbe preservare una qualche forma dell’iPod classico ma andiamo oltre esaminando i modelli uno a uno e immaginando che non esistano più.

Dello shuffle, oggi come oggi credo che pochi sentiranno la mancanza. Personalmente ne ho uno che usavo durante i miei “allenamenti” ma è già da un po’ che preferisco correre tra i boschi “ascoltando il silenzio” o i rumori della natura, tenendo l’iPhone in tasca per tracciare la mia attività fisica. In ogni caso, pur apprezzando i dettagli costruttivi dello shuffle, credo che ci siano diversi micro lettori della concorrenza che possano sostituirlo in questi contesti, pur senza perdere la possibilità di ascolto della musica eventualmente comprata su iTunes (che, ricordiamo per i meno attenti, è DRM-free da ormai diversi anni).

Il nano, ripeto per l’ennesima volta, l’ho avuto tra le mani e apprezzato come oggetto in se ma… non è altrettanto comodo come potrebbe esserlo lo shuffle, non ha la “personalità” del vecchio nano quadrato che poteva emulare uno smartwatch, non ha la camera che poteva dare quel qualcosa in più al modello ancora precedente, non ha le App come l’iPod Touch, non ha uno schermo sufficientemente grande per godere appieno di foto e filmati: in poche parole, magari sono miope, ma io non riesco a trovargli un posto… anzi, mi sembra il miglior candidato ad essere rimpiazzato dall’iWatch (anche se ad un prezzo che probabilmente sarà ben diverso)

Il touch è, IMHO, l’unico prodotto tecnicamente interessante: sostanzialmente un iPhone che non telefona… purtroppo però credo che anche le vendite del touch siano molto basse, il che significa che l’utenza si sta rivolgendo verso altri prodotti, e che l’iPod touch non riesce a fare troppa presa nemmeno come console di gioco: anche i più giovani cercano qualcosa che abbia la connettività necessaria ad interagire con i coetanei attraverso messaggi e social network, quindi piuttosto si accontentano di un iPhone vecchio o si rivolgono ad un terminale Android più accessibile.

Il classic, come dicevamo sopra, pur nella sua anzianità è forse l’unico iPod che potrebbe continuare ad aver senso per chi è davvero interessato ad un dispositivo esclusivamente dedicato alla musica, ma è anche l’unico che è ancora legato a concetti “vecchi”, come il connettore Dock a 30 PIN (che di fatto è comunque ancora presente su molti impianti audio) o il “classico” hard disc magnetico in luogo della memoria a stato solido. Se volesse sopravvivere richiederebbe un bel restiling, ma ne vale la pena? Dei 2,7 milioni di iPod venduti negli ultimi tre mesi (la metà dell’anno scorso) quanti sono classic? 500 mila? 700 mila? quanti ne venderanno tra un anno? 300-400 mila? Avrebbe davvero senso investirci e continuare a produrlo? Io una mia idea ce l’avrei ma la riservo per un altro post… in questo contesto diciamo che non avrebbe alcune senso, e quindi eliminiamo anche questo.

In definitiva abbiamo eliminato tutti gli iPod immaginando che il loro usa venga rimpiazzato dall’iPhone (più in generale, da altri smartphone e tablet) dai servizi in streaming, e forse (se avrà una sua identità) dall’iWatch. Che passi dovrebbe fare Apple per arrivare a questa situazione? Difficilmente interromperà tutto in un unico momento: nel mio immaginario vedo l’annuncio dell’iWatch che fa sparire nano e shuffle, l’arrivo di un iPad nano da 5.5″ o 6″ (quindi non un grosso iPhone ma un piccolo iPad, anche se alla fine è solo una questione di nomi) che toglie di mezzo l’iPod touch, e un classic un po’ più duro a morire più per motivi “affettivi” che reali… magari proprio il classic, tanto bistrattato, sarà l’unico a sopravvivere in una nuova veste.

Cosa cambierà per Apple a seguito di questa mossa? Dal punto di vista economico poco o nulla: la musica (o i servizi musicali) continueranno ad essere acquistai per essere ascoltati su computer, tablet e telefoni, e gli eventuali mancati introiti della cessazione delle vendite, saranno compensate (e, sperabilmente, ampliamente superate) dalle vendite dell’iWatch, nonché dall’eventuale sopravvivenza di una rivisitazione del classic e dal possibile ampliamento della gamma di dispositivi iOS (iPhone in due taglie, iPad da 6″, iPad “Pro” da 12″ o 13″, …).
L’unica pecca potrebbe essere l’abbandono di un marchio ormai storico che ha fatto la fortuna di Apple, iPod, ecco perché (sotto sotto) credo che non ci sarà mai un abbandono totale: potrebbe essere la sopravvivenza del classic, potrebbe essere che l’iWatch si chiami “iPod Watch”, potrebbe essere qualche altro stratagemma, ma credo che un qualche legame con un nome che ha segnato, se non la rinascita (quella la lasciamo all’iMac) il nuovo corso di Apple, dovrà rimanere…

2 Commenti

    • “ni”… :-)
      Sto buttando lì che l’iPod, per com’è concepito ora, non ha speranze di sopravvivere… ma nello stesso tempo mi pare brutto che Apple rinunci ad un marchio che ha fatto la sua storia recente.
      Parallelamente vedo da un lato che le abitudini di ascolto si stanno modificando, e dall’altro che l’iWatch potrebbe assolvere ai compiti dell’iPod… ma solo in parte…

      Sto provando a fare 2 + 2, ma in realtà non ci sono dei “2” ben definiti: ci sono delle formule complesse il cui risultato sembra avvicinarsi a 2, e la somma non sappiamo ancora se farla in base 10 o altro…

      Diciamo che vedo per quasi certa la scomparsa degli iPod (così come li conosciamo oggi), per quasi impossibile la scomparsa del “marchio” iPod, e per probabile che l’iWatch ne possa prendere il posto (almeno in parte).

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