Il mio primo Mac: più di venti anni fa

Colgo l’invito di kOoLiNuS per raccontare qualcosa sul mio primo Mac (anche se in realtà accenno già al mio primo incontro col Mac nella pagina “CHI SONO” del mio blog su Tevac).
Non ricordo esattamente che anno fosse, probabilmente il ’91 perché stavo finendo le scuole superiori e iniziando l’università, ma ormai (a meno di eventi molto specifici) i ricordi di quegli anni cominciano a confondersi. Ricordo però esattamente quello che vidi da un mio amico (coetaneo di mio fratello in realtà, quindi di 13 anni più grande di me) e cioè un Mac LC. Nulla di stavolgente come potenza, dopotutto era una macchina nata con l’esigenza del basso costo: processore 68020 a 16MHz, 2MB di RAM e 40MB di HardDisk (oltre al Superdrive); inoltre avevo già visto altri sistemi con interfaccia grafica: alcuni miei coetanei avevano l’Amiga, e sul mio 286 di tanto in tanto lanciavo una delle prime versioni di Windows (anche se non si sapeva bene cosa farci, a parte giocare a reversi). Nulla di stravolgente, dicevo, eppure quella macchina simboleggiata dalla mela morsicata (e, allora, ancora iridata) aveva una fascino particolare: tutto sembrava coerente, tutto sembrava avere un senso in ogni operazione, e la macchina reagiva sempre, semplicemente, come ti aspettavi che facesse…

Ai tempi non avevo ancora molta dimistichezza con l’informatica: mi divertivo a programmare in GW-Basic (realizzai un generatore di frattali e un clone malfatto di space-invaders) ma non avevo una visione a 360 gradi dell’argomento… non avevo la minima idea di chi fosse Apple, di chi era Steve Jobs, o del fatto che mi stavo imbarcando su una nave che (in quegli anni) navigava in cattive acque, in ogni caso decisi che il mio prossimo computer sarebbe stato un Mac.

L’occasione me la propose proprio questo mio amico qualche mese più tardi: lui aveva bisogno di una macchina più potente (se ricordo bene comprò un Quadra) e mi propose l’acquisto del LC. Dopo una breve contrattazione avevo a casa il mio primo Mac, che mi accompagnò per alcuni anni: aggiunsi il coprocessore matematico, espansi la VRAM (o forse questo l’aveva già fatto il mio amico) gli aggiungi uno scanner SCSI, una stampante Apple, e un modem per le prime connessioni ad internet… quando lo rivendetti qualche anno più tardi (per sostituirlo con un Performa 6300CD) riuscii quasi ad incassare la stessa cifra che spesi per l’acquisto, e riuscii a riutilizzare tutte le periferiche (cosa che invece non fu possibile all’acquisto successivo, visto che era iniziata l’era Jobs). Insieme al PowerBook 12″, e all’attuale (ma ormai “anziano”) MacBook Pro early 2008, fu uno dei migliori Mac che abbia mai avuto: degli altri (il già citato Performa 6300, il PowerMac G4 e l’iMac G5) avrei invece qualcosa da ridire…

Di aneddoti particolari non ne ho, o, meglio, ne ho troppi: per certi versi sono piccoli ed insignificanti, ma nel loro insieme raccontano un periodo dell’informatica (e della mia vita) tanto diverso da quello attuale. Ricordo che ci si trovava, tra amici (nonostante tutto, 20 anni fa, in un paese di 3’000 persone, eravamo almemo in cinque della mia generazione con un Mac), e condividere le nuove scoperte: quel programmino che leggeva (a voce) i txt, nuovi utilizzi di ResEdit, l’estensione che faceva uscire l’omino dal trash, come spremere più risorse utilizzando DiskDoubler e RamDoubler… Con l’università iniziarono poi altri argomenti, come PSPice, Mathematica, MatLAB e Simulink, LabView, anche se parallelamente scoprivo altre aree di mio interesse: la vera storia di Apple, una visione dell’informatica più ampia (complice anche internet e le maggiori informazioni che ne derivavano), e un utilizzo più creativo (e meno scientifico) del computer… ma questi erano già i tempi del Performa 6300.

Oggi, di quei cinque ” vecchi” Mac User, siamo rimasti solo in due: uno è passato a Linux, uno tra Linux e Windows (per mere esigenze “scacchistiche”) e di uno ho perso le tracce.

Contemporaneamente ce ne sono molti altri, tra colleghi e amici, che sono passati ad Apple, qualcuno passando prima da iPod o iPhone, qualcun’altro comprando direttamente il Mac: il bilancio per Apple è sicuramente positivo, ma ormai il mondo dell’informatica è completamente diverso rispetto a quello di 20-25 anni fa.

12 Commenti

      • È vero, la pagina di apple-history definisce SuperDrive il lettore floppy e OpticalDrive il lettore CD/DVD mentre MacTracker rispettivamente 1,44 MB floppy e SuperDrive gli stessi due oggetti…
        Uso Macintosh dal 1988 e, se non ricordo male (cosa del tutto possibile), mi sembra che l’OpticalDrive sìa stato promosso a SuperDrive quando ha cominciato a masterizzare anche i DVD, ma forse è solo una mia fantasia…

        • Ricordi bene la “promozione” dell’Optical Drive, ma l’Optical Drive è (era) il lettore CD, mentre il Superdrive del Mac LC (e degli altri Mac di quegli anni) era il lettore floppy :)

  1. Pingback: Il mio primo Mac… | mele quadre

    • Mah… è passato così tanto ormai (15 anni), che dubito farà marcia indietro. Comunque, io non mi intendo dell’argomento, ma parliamo di una persona che fa tornei e campionati, e dirige un circolo scacchistico: non so di preciso cosa cercasse che non ha trovato sul Mac. In ogni caso mi pare che una delle figlie abbia un MacBook :)

  2. Pingback: Il mio primo Mac | Signor D

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