“A cosa stai pensando?”

Con questa frase, ogni volta che accedo al mio profilo, Facebook mi invita a condividere ogni mio pensiero con il resto del mondo. La cosa mi provoca non poco disagio: come ho già avuto modo di dire più volte, non sono di indole molto social, quindi l’idea di raccontare al mondo intero i fatti miei non è che mi aggradi più di tanto… certo, sotto alcuni aspetti non è molto diverso da quello che sto facendo ora, ma sotto molti altri le differenze sono enormi: qui non scrivo ogni due ore quel che mi passa per la testa ma esprimo, di tanto in tanto, un mio pensiero più o meno ragionato e vagamente articolato (che poi qualcuno mi possa ritenere un cialtrone è un altro discorso… ognuno ha le proprie opinioni).

A poco più un mese di utilizzo, non posso certo permettermi di tirare le conclusioni su un servizio utilizzato da centinaia di milioni di persone, però qualche impressione ve la posso raccontare: per molti dirò delle banalità, ma spero di offire a qualcuno qualche osservazione utile (magari qualcuno che Facebook non lo usa ancora)

Prima di tutto qualcosa sulle persone: Facebook è effettivamente utile per ritrovare i vecchi amici di scuola (scopo primario che portò alla nascita del servizio) o i vecchi colleghi, e scoprire che fine hanno fatto persone che magari non si vedono più da vent’anni… certo, non c’è la pretesa di trovare tutti (io stesso, se qualcuno mi avesse mai cercato, sono rimasto alla larga da Facebook fino a poche settimane fa) ma puoi scovare anche persone che mai avresti immaginato di vedere in rete. Alcuni sono diventati esattamente come li immaginavi, altri hanno fatto cose sorprendenti, ed è effettivamente bello scoprire qualcosa di più delle persone frequentate in passato… senza considerare il fatto che può essere un modo per far nascere l’occasione di ritrovarsi. Una delle cose che mi hanno sorpreso è come, pur in un giro relativamente ristretto di amicizie, ci siano delle “conoscenze incrociate” di persone che non avrei mai immaginato si conoscessero, anche di gente che vive molto lontana e che io conosco per motivi totalmente differenti.

Ma arriviamo a quello che viene pubblicato. Da qualche anno a questa parte, la mia casella di mail è libera dalle inutili catene di Sant’Antonio, ed ora ho capito il perché: si sono spostare tutte su Facebook… clicckare su “Mi piace” e “Condividi”, diffondendo automaticamente la catena a tutti i propri amici richiede effettivamente un impegno molto minore rispetto a quello di inoltrare la mail selezionando un certo numero di indirizzi, e non si corre nemmeno il rischio che qualcuno replichi alla mail con una spiegazione razionale sul perché è inutile proseguire queste catene. Al di là di questo, su Facebook si parla un po’ di tutto: politica, economia, musica, salute, cose divertenti, sport, animali, e chi più ne ha più ne metta… c’è chi parla per aforismi, chi condivide l’impossibile, chi si è preso una passione talmente forte per un certo argomento da pubblicare decine e decine di messaggi ogni giorno sullo stesso tema. Le cose davvero utili non sono molte, quelle divertenti sono comunque piacevoli per strappare un sorriso, e altri argomenti (tipo la politica, soprattutto in questo periodo) possono essere un terreno minato. Apprezzo molto chi pubblica pensieri, foto, o idee personali, anche se lì per lì sembrano frasi decontestualizzate e quasi senza senso: credo che debba essere il vero spirito di Facebook (insieme a quello di diffondere eventuali notizie importanti, stando ben attenti a non incappare in bufale o nelle già citate catene) perché permette di conoscere meglio le persone e di comprenderle. In quest’ottica però bisogna anche prestare molta attenzione alla privacy: un conto è esprimere idee personali o pubblicare lo scatto di un paesaggio che ci piace, un’altro è fornire a sconosciuti una serie di informazioni personali. Apprezzo molto anche il fatto che possa essere utilizzato alla stregua di un RSS reader ricevendo nella pagina delle notizie le notifiche di ciò che ci seguiamo.

Concludendo, non sono ancora sicuro di come lo userò o di cosa vorrò pubblicare. Al momento mi limito perlopiù ad osservare, anche se qualche foto l’ho pubblicata e qualche link relativo ad argomenti che ho reputato interessante l’ho condiviso. Dopo uno piccolo sprint iniziale la mia attività si è però quasi fermata, anche perché si tratta dell’ennesima cosa che richiede tempo libero, una risorsa che al momento scarseggia (come potrete intuire anche dalla mia scarsa attivita sul blog) e che, nei momenti in cui è presente, è dedicata a cose che hanno una priorità maggiore.

2 Commenti

  1. Grazie per questo tuo ennesimo contributo.

    Ti ho letto con interesse e un pò di paura, paura di avere preso la decisone sbagliata, quella di non usare Facebook, ma leggendoti mi rendo conto che non mi stò perdendo nulla o poco per cui continuerò a farne a meno.

    In cambio ho deciso di aprire un blog, professionale, poi vedrò se crearne uno privato, vedremo.

    Ciao.

    • Non la vedo tanto come una questione di decisioni giuste/sbagliate… è uno strumento come lo sono molti altri, con alcuni vantaggi e molti difetti. IMHO il “pericolo” più grosso risiede della troppa facilità con cui si possono scrivere o condividere notizie… e il “problema” è che Facebook è (ovviamente) studiato proprio per far si che si venga invogliati a farlo.
      E’ uno strumento molto potente, che ha anche i suoi vantaggi utilizzato in un certo modo, ma soffre di quel problema a cui ho già accennato nel mio post precedente, cioé la sovrabbondanza di informazioni, a volte diffuse con un pizzico di superficialità.

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