[cosa accadrebbe se…] …Apple mettesse in vendita un iPhone Low Cost?

Premessa: magari mi sbaglio ma non credo che Apple voglia davvero produrre un iPhone “Low-Cost”… non quest’anno perlomeno, o non così “Low” come certi si aspettano o lo intendono.

Secondo la mia opinione, quello di cui tanto si parla ultimamente è un iPhone che nasce da un’esigenza diversa, e che vado a spiegare (o perlomeno ad interpretare secondo la mia visione della possibile strategia di Cupertino). Ogni anno, all’uscita di un nuovo modello, Apple lascia in vendita a prezzo “ribassato” il modello dell’anno precedente, e mette come entry-level (quindi a prezzo ulteriormente ribassato)il modello di due anni prima. Se anche quest’anno decidesse di fare la stessa cosa, si troverebbe a listino due prodotti con schermo 16:9 e connettore lightning, e un modello che (al di là dello schermo più piccolo) terrebbe ancora in vita il vecchio connettore dock 30 pin, ritardando ulteriormente il ricambio generazionale degli accessori. In realtà, tra AirPlay, iCloud, e sincronizzazione WiFi, il connettore non è neanche così indispensabile, se non per la ricarica della batteria (un eventuale ricarica ad induzione non sarebbe comunque accessibile in ogni situazione), per usi particolari (Camera Connection Kit o collegamento di strumenti MIDI) o per situazioni di emergenza… Ma per rendere la linea più “omogenea” urge il completamento della transizione del connettore, mossa già fatta in autunno (un po’ a sorpresa, e con altre modalità) sull’iPad… e anche il display da 4″ su tutti i modelli non guasterebbe per un discorso generale di uniformità.

Ammesso e non concesso che le ipotesi fatte qui sopra siano valide, Apple si troverebbe quest’anno nella necessità di produrre due nuovi modelli di iPhone: l’immancabile aggiornamento (poco importa se si chiamerà iPhone 5S o iPhone 6) e un nuovo modello entry-level che andrà a rimpiazzare il 4S mantenendone magari alcune specifiche (come il processore A5). Apple dovrà quindi produrre un telefono “nuovo” come entry-level, e non semplicemente shiftare come modello base un prodotto vecchio di due anni: vista in tal senso possiamo dire che produrra un nuovo iPhone a prezzo ribassato, ma non credo che sarà propriamente “low cost” come molti si aspettano. Da un lato ci sarà da apprezzare lo sviluppo di una nuova serie anziché lo scontato riposizionamento di un telefono vecchio, dall’altro ci sarà chi si lamenterà del fatto che l’iPhone low-cost non ha un prezzo poi così “low”… e in questo scenario è difficile immaginare che Apple impegni risorse per produrre addirittura una terza linea di telefoni ancora più accessibili… ma l’anno prossimo cosa accadrà?

Se è vero che l’iPhone colorato in policarbonato (due caratteristiche quasi sicure) nasce dall’esigenza che abbiamo detto sopra, è anche vero che non avrebbe senso ingegnerizzare un nuovo modello per farlo sparire l’anno successivo: ecco quindi che si delinea la nuova strategia di Apple con lo sdoppiamento della linea iPhone, una linea “classica” (sempre aggiornata all’ultimo processore e alle migliori camere, e realizzata con materiali di pregio) e una “light”, con materiali meno pregiati e processori delle generazioni precedenti. Entrambe le linee potrebbero tenere in vita due soli modelli, quello dell’anno in corso e quello dell’anno precedente: così facendo l’anno prossimo ci sarà un “vecchio modello” in policarbonato da vendere ad un prezzo ancora più basso. Ipotizzando che non ci siano grosse variazioni, e che Apple mantenga la stessa strategia dei prezzi di sempre, la linea classica avrebbe prezzi a partire da 700 Euro per il modello nuovo e 600 Euro per il modello dell’anno precedente; la linea “light” partirebbe invece da 500 per il modello “nuovo” e 400 per il modello precedente.

Al di là del fatto che il “modello light dell’anno precedente” arriverebbe sul mercato solo l’anno prossimo, 400 Euro saranno sufficienti per definirlo veramente “low-cost”? Se davvero dovesse tenere in vita processori vecchi, Apple potrebbe provare a ridurre ulteriormente il prezzo rinunciando alla definizione retina (improbabile), e/o adottando capacità di archiviazione minori (più realistico): 8GB o 16GB sulla serie “light”, 32GB e 64GB sulla serie “classica”. Questo ulteriore taglio potrebbe portare il prezzo sui 300 Euro, mantenendo nel contempo una distinzione netta tra le due serie, così da limitare l’inevitabile rischio di cannibalizzazione.

Infine, al di là della strategia interna di Apple, cosa accadrebbe nel mercato della telefonia se Apple se ne uscisse davvero con un iPhone da 300 Euro? Qui da noi, dove le ricaricabili sono ancora la maggioranza, e gli acquisti a rate non hanno (fortunatamente) la diffusione capillare che c’è altrove, siamo abituati all’acquisto a prezzo pieno del telefono (nonostante alcune offerte a contratto siano molto più vantaggiose, in quanto includono del traffico che comunque andrebbe pagato). Quindi, in Italia e in altri paesi simili, un iPhone economico avrebbe probabilmente un buon riscontro di pubblico, mentre in altri mercati dove il contratto è pressoché obbligatorio, non farebbe grossa differenza (anche se forse consentirebbe agli operatori di fare qualche offerta più vantaggiosa).

Personalmente vedo questo iPhone come un’ulteriore cartuccia che Apple può giocare da qui ai prossimi due anni per mantenere la propria posizione sul mercato, un’altra oltre agli accordi con T-Mobile USA (accordo già siglato che si concetizzerà quest’anno) e con il più grande operatore mondiale, China Mobile, col quale le trattative sono in stallo ma potrebbero trovare una via di sbocco proprio grazie alla futura linea di iPhone “light”.

Ovviamente la posizione di mercato si mantiene non solo con gli accordi o con i tagli dei prezzi, ma anche con la qualità del prodotto… e il “prodotto iPhone” non è fatto di solo hardware ma è il connubio tra l’hardware, iOS, e le App: se dell’hardware abbiamo appena parlato, e in quanto ad App non credo che Apple abbia rivali, per quanto riguarda iOS siamo tutti in attesa di vedere cosa succederà sotto la nuova guida di Ive (e dal poco che è trapelato finora, le notizie sembrano buone).

13 Commenti

  1. Tutto questo casino per mandare in pensione il vecchio dock (e pazienza per i mille device compatibili con quel dock che andrebbero in obsolescenza programmata)? Se Apple avesse rispettato le normative europee vigenti, e avesse utilizzato lo standard micro-usb sarebbe stato meglio, no?
    Vabbé!

    Io penso che la nascita di un iPhone entry level non nasca dal problema del dock (in quel caso avrebbe avviato lo sviluppo di un low cost, o di un 4S adattato, in parallelo all’iPhone 5 così da evitare la sopravvivenza del vecchio connettore sin dal lancio del nuovo iPhone), piuttosto da una saturazione di mercato degli smartphone over 700 euro. Senza contare che non tutti cambiano smartphone da 700 euro una volta all’anno (a ogni cambio di versione del prodotto), mentre le quote di “rinnovo telefono” con prezzi sui 300 euro potrebbero essere ben più alte.

    • Dunque, ti rispondo un po’ a punti.

      1) No, non credo che “tutto ‘sto casino” serva “solo” per mandare in pensione il vecchio dock: serve per un paio di esigenze ben specifiche. La prima è quella di rendere omogenea la linea, sia a livello connettore che a livello di display; non è un caso che dal primo maggio Apple richieda OBBLIGATORIAMENTE per le App il supporto al display Retina nel formato dell’iPhone 5; non è un caso che a ottobre già l’iPad sia stato sostituito per il cambio del connettore (e il modello col connettore vecchio è proprio sparito dal listino, anche se ci è rimasto l’iPad 2); e non è un caso nemmeno che Shiller abbia recentemente ironizzato sulla “frammentazione” del mercato Android. La seconda è quella di rispondere all’esigenza del mercato che chiede una linea di prodotti più economici, perché se la battaglia la spostiamo a livello di sistema operativo (cioé sulla lotta iOS vs Android) Apple si trova al momento a rivaleggiare con gamme di prodotti molto più ampie: poi è vero quanto vuoi che la filosofia di Apple è quella di creare prodotti in un certo modo, e non fare la lotta dei prezzi con gli altri, ma se non vuole rischiare di fare la stessa fine che ha fatto nel mondo dei PC (dove è in esigua minoranza, anche se in costante crescita da qualche anno a questa parte) deve trovare il giusto equilibrio tra le due cose. Se vogliamo fare un parallelo possiamo dire che applicheranno all’iPhone la stessa strategia che c’è gà su tutte le altre linee di prodotto.

      2) dal punto di vista del marketing, un iPhone low-cost “nuovo”, ha un impatto totalmente diverso rispetto a un iPhone 4S venduto a low-cost, anche se tecnicamente dovesse essere di pari caratteritiche: tu, a parità di prezzo, preferisci comprare un dispositivo di due anni fa, o uno di nuova progettazione (anche se di pari caratteristiche)? In ogni caso “adattare un 4S” per mettere un connettore Lightning avrebbe probabilmente richiesto uno sforzo simile senza portare i vantaggi dello sdoppiamento della linea: oggi ci sono tre iPhone in vendita, dall’anno prossimo potrebbero essercene 4.

      3) Obsolescenza programmata… considerando che il vecchio connettore dock è sul mercato dal 2001, e che in 10 anni le cose sono un po’ cambiate, non credo che ci si possa lamentare più di tanto: il vecchio connettore a 30 pin, sul nuovo iPod nano, non ci stava neanche a forzarlo

      4) Perché non usare un micro USB? Domanda controversa… al di là del fatto che anche usando la micro USB si sarebbero dovuti pensionare i vecchi accessori (e quindi torniamo comunque al punto 2), il connettore lightning offre diversi vantaggi: è più solido (di micro USB ne ho già sfasciate un paio), è inseribile in entrambi i versi (un micro USB l’ho sfasciato proprio per questa ragione), ed è potenzialmente molto più prestante: ci si potrebbe implementare anche il protocollo Thunderbold… La normativa europea era volta più che altro a ridurre l’eccessivo proliferare degli alimentatori, ma ti rammento che Apple utilizza da sempre un cavo che dall’altro lato è un normale USB (OK, inizialmente era Firewire): sebbene la porta sul dispositivo non sia una micro USB, trovo molto più disdicevole chi utilizza alimentatori che, pur avendo da un lato la micro USB, dall’altro hanno il cavo saldato nell’alimentatore, vanificando di fatto il discorso di non limitare la proliferazione degli alimentatori stessi… sarebbe molto meglio se non venisse proprio incluso alcun alimentatore con i telefoni: chi ne ha bisogno se ne compra uno a parte (con porta USB “classica”) e lo utilizza per tutti i dispositivi che vuole, eventualmente cambiando il cavo. BTW, al momento, non mi pare che l’Europa abbia espresso parere contrario alla soluzione di Apple: se in futuro lo farà, Apple si adeguerà.

      5) Non ho mai pensato, né tantomeno detto, che il ricambio/rinnovo dell’iPhone debbe essere annuale… e me ne guardo bene dall’affermare una cosa del genere: uno dei vantaggi dell’iPhone è di godere di un supporto di iOS prolungato nel tempo… iOS6 lo puoi installare anche su un 3GS (classe 2009), mentre un Samsung Galaxy (classe 2010) è ufficialmente fermo ad Android 2.3.3 (cioé lo stesso firmware di quando è stato lanciato 3 anni fa).

      6) Saturazione mercato: sicuramente c’è, in parte, anche questo problema (rientriamo nella necessità di sdoppiare la linea) tantopiù se è vero che l’iPhone, per sua natura (vedi punto 5) è meno suscettibile al ricambio. Resta il fatto che Apple ha ancora diverse carte da giocare per conquistare nuove fette di mercato.

      Ovviamente, tutto questo, IMVHO.

      ciao

  2. La missione di Apple non è mai stata orientata al “Low cost” ma piuttosto all’esatto contrario, ecco perché parlare di “Low cost” è sbagliato, penso che parlare di segmento di mercato sia più appropriato.

    A mio avviso l’arrivo di questo nuovo telefono portatile é inevitabile e con tutta probabilità non farà parte della famiglia degli iPhone, sarebbe un chiaro errore di estensione di linea.

    Ciao.

    • Infatti la mia ipotesi è che la linea venga sdoppiata (è così in tutti gli altri prodotti, faceva parte della stategia iniziale del rientro di JObs) e che il “low” non sia in realtà così “low”…

  3. Pingback: La strategia del silenzio di Cupertino | Puce 72

  4. Pingback: E’ ora di svoltare | Puce 72

  5. Credo che il lancio di questo iPhone sia dovuto alla voglia di vendere un prodotto ad una fascia di mercato che oggi nn può permettersi un iPhone .. Ora iPhone 4 costa 429, che senso ha mettere in vendita un prodotto ad un prezzo superiore all’attuale base di gamma? O cmq a pochi euro in meno? Se il prodotto deve stuzzicare anche mercati emergenti(vedi Cina) nn avrebbe piu senso un prezzo prossimo ai 379?

    • Credo che l’iPhone “plasticoso” risponda a più esigenze:
      1) unificare l’offerta togliendo di mezzo 4 e 4S, così da offrire solo prodotti con schermo 16:9 e connettore lightning.
      2) introdurre una nuova strategia commerciale che preveda due linee di prodotto: il “nuovo” iPhone di plastica ha un impatto diverso rispetto al “vecchio” iPhone 4/4S venduto come entry level, anche se magari (probabilmente) il processore sarà lo stesso del 4S.
      3) proporre una linea che punti ad ampliare il target di mercato, facilitando magari il ricambio di chi utilizza modelli vecchiotti ma non vuole spendere troppo per comprare quelli nuovi.

      La questione del prezzo, IMHO, conta fino ad un certo punto: che sia 379 o 429, stiamo sempre parlando di un telefono da 400 euro… se vuoi stuzzicare i mercati emergenti sul fattore del prezzo, dovresti puntare molto più in basso, ma Apple non ha mai avuto come obiettivo quello di fare la lotta dei prezzi: Apple fa il suo prodotto in un certo modo e seguendo una certa “filosofia”… a chi piace questa “filosofia” il prezzo interessa relativamente: ovvio che non può essere un prezzo completamente fuori dal mercato, ma i telefoni sono spesso venduti a prezzo agevolato tramite gli operatori telefonici (in un modo o nell’altro, un contratto telefonico ti serve).

  6. Hai ragione ma immaginando che la versione economica nn esca allora avremmo come entry level iPhone 4s a 429 (circa), cioè occuperebbe lo stesso posto del 4 attualmente!
    Se invece lo eliminano ed aggiungono l’iPhone “low cost” che ha hw uguale al 4s ma in plastica xk metterlo allo stesso prezzo?? Sarebbe una presa in giro xk allo stesso prezzo invece di ritrovarmi un telefono in vetro e materiali ” nobili” me
    Lo ritrovo di plasica!
    Per carità il mercato nn lo faccio io e neanche le strategie di marketing ma nn trovo il senso di pagare lo stesso prezzo per avere qualitativamente di meno, no??

    • Non è una presa in giro…
      Prima di tutto, Apple non ha mai parlato di iPhone Low-Cost, e io stesso ho sempre detto che IMHO non sarebbe mai stato molto “Low”.
      In secondo luogo, finché non sapremo le specifiche, non puoi dire che è uguale al 4s ma con materiali meno nobili… di sicuro avrà lo schermo più grande, e questo è già qualcosa in più del 4s. Poi si parla di 16GB come taglio minimo, mentre a tutt’oggi, quando un vecchio modello viene “declassato” ad entra-level, diventa da soli 8GB (vedi anche il 4 attualmente in vendita).
      Infine, non mi pare che nessuno si sia mai scandalizzato per il fondo in plastica al lancio del 3G o il 3GS… e molti lamentano la sparizione del MacBook in plastica. La plastica non è necessariamente “meno nobile”, e le plastiche non sono tutte uguali.

  7. Pingback: Siti Internet Aziendali » Anche Apple soffre la trimestrale

  8. Pingback: Anche Apple soffre la trimestrale | Puce 72

Lascia un commento

I campi richiesti sono evidenziati con *.