Congetture televisive

Sta uscendo un mio articolo su Punto-Informatico che riprende in parte le considerazioni già espresse settimana scorsa quando si parlava di possibili movimenti nel mondo Android, anche se stavolta sarà maggiormente focalizzato su Samsung o sulla lotta tra gli ecosistemi.

In quest’ottica (cioé parlando di “ecosistema”) rientreranno anche alcune considerazioni riguardo la recente scoperta dell’iWatch e le cose già dette riguardo la Apple-TV (o la TV-Apple, o iTV, …)

C’è però una cosa a cui pochi hanno pensato, ed è stata Forbes a cogliere quella che potrebbe essere una sottigliezza di Apple: Watch, in inglese, significa sia “orologio” che “guardare”… e perchè non “guardare la TV”?

Se iTV vi pare un nome brutto, e 100 persone che lavorano su un orologio vi sembrano troppe, chiamando iWatch una Smart TV, avrete accontentato tutte le esigenze, comprese quelle di chi non ha mai creduto che un orologio sarebbe stata una buona idea… e potenzialmente non va neanche completamente contro le dichiarazioni di Gassée.

Non è proprio campata in aria come idea, e potrebbe essere l’intuizione giusta. Voi cosa ne pensate?

14 pensieri su “Congetture televisive

  1. puce72 Autore articolo

    Anche se l’iPod nano precedente mi piaceva, non ho mai pensato che uno smartwatch potesse essere interessante (anche se in realtà non ho mai pensato più di tanto a “cosa” potesse servire, quindi non mi sentirei di escluderlo “a priori”).
    La notizia del team di 100 persone al lavoro già da tempo sull’iWatch (notizia che ha fatto eco un po’ su tutte le testate ben accreditate) a mio avviso va considerata come qualcosa in più di un rumor… così come la notizia che Apple sta cercando personale per aggiungere funzioni alla Apple TV.
    Certo, può essere benissimo che Apple abbia nel cassetto due nuovi prodotti da lanciare, magari in sequenza per mantenere alto l’interesse intorno al marchio, ma il fatto che tutto possa essere ricondotto ad un unico prodotto è un’idea altrettanto stuzzicante capace di mettere insieme diversi pezzi di un puzzle che sembrava troppo sparso.

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  2. LucaS

    A parer mio uno smartwatch è un’apparecchio più facile da “personalizzare” per apple, un prodotto che si presta, sia per la gioventù sia per la scarsa concorrenza ad essere realizzato in modo molto personale, dando sfogo alla creatività di cupertino oltre che a proposte tecniche innovative l’idea dello schermo fortemente incurvato è veramente molto affascinante, sebbene non credo andrà oltre i concept.
    L’oggetto in se è anche più “vendibile” sul fronte prezzo visto che pur con il classico “scotto” da pagare in più dei concorrenti il prodotto rimarrebbe entro una fascia di prezzo “popolare”.
    Altro vantaggio la sinergia con iphone permetterebbe di mantenere legato ancor di più l’utente all’ecosistema hardware+software di apple.

    La tv su questi aspetti parte “male”, o quantomeno fortemente limitata, ha però il grande vantaggio della reddittività, sia sul prodotto in se (cosa che ad apple piace tanto) sia sul mercato dei contenuti, anche se si troverebbe davanti competitor non da poco e già radicati nel territorio, dalle tv via cavo a netflix e compagnia.

    Potrebbe anche integrarsi con prodotti ios, sia per funzioni di controllor-telecomando che altro, però sinceramente vedo una iTV più come la versione DELUXE (o meglio ULTRAMEGADELUXE) della appleTV.

    Se vuole lavorare e spingere in quella direzione può già farlo con quest’ultima che gode inoltre di un prezzo popolare e quindi portare milioni e milioni di clienti (per i contenuti di cui sopra) ben più numerosi (anche se meno spendaccioni) di comprerebbe una tv dai 1000$ (e sto basso) in su.

    Anche sul fronte tecnico una iTV non ha possibilità particolari, non sul fronte hardware a meno di cavalcare con anticipo, troppo ora come ora, l’onda della SHDTV, la risoluzione quadruplicata fa scena ma anche nel 2014 sarà una mosca bianca tra le offerte sia di tv che di contenuti.

    Meglio per apple un appleTV veramente più spinta, ad iniziare da giochi e applicazioni, chiusura che sinceramente resta un mistero incomprensibile al giorno d’oggi.

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    1. puce72 Autore articolo

      Come al solito mi offri sempre molti spunti per la discussione ;)

      Premessa: prima di prendere in esame i due prodotti distinti, vorrei precisare che questo breve post aveva il solo scopo di segnalare la possibilità di una “simpatica” terza via rispetto alle indiscrezioni che stanno girando ultimamente. Quando dico che potrebbe essere l’intuizione giusta, non mi riferisco tanto alle scelte di Apple (la cui bontà, qualunque sia la scelta, sarà comunque da verificare in campo) ma all’intuizione che potrebbe aver avuto Forbes riguardo la strategia di Apple: se davvero Apple ha fatto una scelta “inusuale” per il nome della propria Smart-TV, si spiegherebbe facilmente la confusione generata dalla fuga di notizie. Metti che una “gola profonda” abbia sentito dire che in Apple stanno lavorando ad iWatch e abbia fatto la spia: tutti pensano immediatamente ad un orologio anche se fino al giorno prima di rumors veri e propri in merito ad un orologio non è che ce n’erano, o comunque non erano così definiti come quelli intorno alla TV. Inoltre pensa alla recente intervista dove Ive dichiara che la scelta del nome di un prodotto è molto importante perché va ad influenzare anche il modo in cui porti avanti lo sviluppo del prodotto stesso: iWatch sarebbe troppo banale per uno SmartWatch (oltre che essere troppo simile al già esistente i’m Watch) e iTV suonerebbe come qualcosa di già vecchio vincolandoti a fare una televisione identica a tutte le altre TV. Un televisore che invece si chiama iWatch ti mette sotto una prospettiva completamente diversa: sono io (“i“) che decido cosa guardare (“Watch“) senza “subire” la TV, un’idea che ti porta a sviluppare il prodotto sotto una chiave completamente diversa da com’è stata la TV fino ad ora.

      Ma veniamo ai prodotti…

      SmartWatch: concordo con te quando dici che potrebbe essere un prodotto sul quale Apple può dare qualcosa in più a livello creativo (e pensandoci avrei anche in mente qualche idea) ma, a meno di cose davvero “sorprendenti”, un team di 100 persone mi pare un po’ esagerato per un orologio. Inoltre dubito che potrebbe essere venduto ad un prezzo “popolare”: tanto per fare un esempio, i’m Watch parte da 299 Euro e mi sorprenderei non poco se Apple riuscisse ad uscire con un prezzo inferiore (anche se Sony fa qualcosa che si connette con Android e costa molto meno). Se ci aggiungi che, alla fin-fine, non sarebbe altro che un accessorio per un telefono già di per sé costoso, non so quanto possa essere davvero popolare… Ovviamente, lieto di essere smentito dai fatti: non mi dispiacerebbe affatto essere sorpreso da Apple, sia a livello funzionale che a livello “economico”. Dimentichi però un altro dettaglio: la batteria… l’idea di mettere in carica tutte le sere anche l’orologio non è che mi entusiasmi molto, e nemmeno l’idea che l’autonomia dell’iPhone venga inficiata da un collegamento continuo e costante con uno smartwatch: sarebbe interessante se Apple riuscisse a trovare una soluzione per incrementare l’autonomia.

      TV: anche qui concordo con te su molti aspetti. Non capisco cosa aspetti Apple ad annunciare un SDK per la Apple TV (tu che mi seguivi anche sul vecchio blog, sai che ne parlo almeno dal 2010), e non vedo cosa possa fare Apple dal punto di vista dell’hardware per distinguersi dagli altri (se non fare qualcosa alla risoluzione 4k, come ho già detto nell’articolo di qualche tempo fa). Però l’esperienza mi insegna che quando le indiscrezioni sono molte, fitte, arrivano di più fonti, e considerano diversi aspetti, qualcosa di vero c’è… magari se ne riparla nel 2014, e probabilmente sarà (come dici anche tu) una versione “deluxe” della normale Apple TV, che continuerà a vivere di vita propria offrendo funzioni in più… ma qualcosa me l’aspetto anche in questo settore…

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  3. Thierry

    Se parliamo di eco sistema non vedo proprio come Apple possa rinunciare all’iTV.

    L’iWatch arriverà di sicuro, Apple ha già tutto pronto, resta da capire se si limiteranno a delle banali funzioni di orologio o se si spingeranno oltre.
    Se chiudo gli occhi non mi è difficile sognare un orologio che fra le altre cose includa la funzionalità di un telefono e così andare idealmente a coprire la fascia di mercato dell’iPhone low cost che a mio avviso non arriverà prima di 3-5 anni in un mercato saturo. ;-)

    La butto lì, l’iWatch arriverà a marzo con il nuovo Mac Pro dotato di processore Arm, per l’iTV ci vorrà ancora del tempo, diciamo un anno o due, a meno che a Apple non riesca un colpaccio, acquistare un marchio come Loewe e mettere d’accordo le major, in quel caso i tempi potrebbero dimezzarsi.

    Ciao.

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    1. puce72 Autore articolo

      Che la TV di Apple (o, in generale, una Apple-TV con più funzione rispetto all’attuale) sia molto importante per l’ecosistema di iOS è una cosa che ripeto da anni. Gli eventuali dubbi vertono infatti sul fatto che sia lo smartwatch e non esistere, e che il nome “iWatch” venga in realtà utilizzato da Apple proprio per la TV. Quando uscirà? Questo è più difficile da prevedere… ora come ora vedo più probabile il 2014.

      iWatch (inteso come smartwatch) in luogo dell’iPhone Low Cost? IMHO non avrebbe senso, primo perché non sono così convinto che sarebbe proprio low-cost (soprattutto se dev’essere indipendente) secondo perché non credo che chi vuole un telefono si rivolga ad un orologio (seppur “smart”, lo vedo più come un “accessorio”), terzo perché si giocherebbe il mercato delle App. Tu dici che è già tutto pronto? Io so che qualcuno ha confermato che in Apple che un team di 100 persone che lavora all’iWatch… ma non so cos’è l’iWatch, mentre so (anche se sempre di indiscrezioni si tratta) che Apple ha testato pannelli da 46″ e 55″ e che è interessata a Loewe.

      Tu dici iWatch a marzo? Se così fosse mi pare strano che non ci sia alcuna indicazione/indiscrezione già ora, visto che gole profonde ultimamente abbondano…

      Mac Pro con ARM? Impossibile adesso… I Mac con ARM, se arriveranno, non prima di due o tre anni.

      iPhone Low-Cost solo tra 3-5 anni a mercato saturo? Non direi, primo perché il mercato si saturerà prima (secondo alcuni è già “quasi” saturo), secondo perché lo scopo è quello di non arrivare a saturarlo ma proporre già da prima prodotti nuovi. Inoltre Apple sta transitando dal vecchio connettore dock a 30 pin al nuovo lightning, e quando uscirà il nuovo iPhone (IMHO in estate, e non in autunno come gli ultimi due anni) non potrà fare come in passato “scalando” i modelli e lasciando il 4S a listino a prezzo ribassato: molto meglio eliminare 4 e 4S, introducendo un nuovo modello entry-level che abbia connettore lightning e magari schermo 16:9, così da equiparare tutta la linea. In virtù di questa mia idea, non credo che sarà proprio “low” come cost… sarà semplicemente il nuovo entry level che occuperà il posto attualmente occupato dal 4.

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  4. Thierry

    Per il Mac Pro rimandiamo la discussione a marzo. ;-)
    Se nel frattempo mi vuoi spiegare perché vedi la cosa impossibile sono tutt’occhi. :-)

    Ciao.

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    1. puce72 Autore articolo

      Premesso che io stesso sono possibilista su un futuro cambio di architettura di Apple (come puoi leggere in questo mio articolo di qualche tempo fa), ci sono molti motivi per questo cambio non può avvenire “oggi”, tra un mese, sui Mac Pro.

      Nonostante tutta la buona volontà, i processori ARM non hanno ancora la potenza sufficiente per rimpiazzare gli Intel su un desktop: ce l’avranno (sperabilmente) nel giro di qualche anno. E’ vero che la forza di ARM sta anche nelle architetture multiprocessore con corrispondente parallelizzazione dei compiti (si sta realizzando un supercomputer europeo con architettura ARM) ma non basta mettere insieme #n processori di potenza X per ottenere una macchina di potenza nX… occorre che sistema e applicazioni siano scritte per sfuttare appositamernte questa particolarità (il supercomputer avrà un apposito OS e sarà utilizzato per compiti specifici).
      Al di là di questo, al di là del fatto che i Mac Pro sono comunque già multiprocessore (quindi hai voglia a quanti ARM dovresti mettere insieme per raggiungere una potenza equivalente), al di là del fatto che dovresti costruirci intorno tutto il resto dell’hardware (per esempio far comunicare con ARM le classiche schede video) nonché gestire con OS X un architettura nuova, e al di là del fatto che, fosse per me, inizierei prima dai portatili piuttosto che non dai desktop (così da guadagnare in termini di autonomia), un cambio di architettura presuppone quantomeno un annuncio, annuncio che coinvolga in primis gli sviluppatori, così che possano adattare il loro software per le nuove macchine… ma ad oggi non c’è stato nessun annuncio, e non si può pensare di lanciare una macchina “Pro” (qualsiasi cosa si intenda con “Pro”) dopo tre anni di fermo, con possibili problemi di compatibilità software, o con l’idea che gli utenti ci lavorino in modo “professionale” facendo girare tutto il software in una sorta di ambiente emulativo stile Rosetta.

      Assodato questo (non so se/quanto concordi, ma non mi pare di aver detto assurdità) o ci immaginiamo che Apple abbia già preparato tutto in gran segreto, riuscendo a chiudere la bocca a tutti gli sviluppatori di tutto il mondo, e/o mettendo in piedi un’emulazione che funziona al 100% senza penalizzare alcuna prestazione, oppure diciamo che l’eventuale passaggio ad ARM sarà da rivedere tra un paio d’anni.

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      1. Thierry

        Il tuo ragionamento non fa una grinza, non hai detto assurdità e per favore smettiamola di discutere come se stessimo camminando sulle uova.
        Qui non siamo in accademia, io non sono dottore in fisica, non ho né comptenze né una cultura informatica, semplicemente adoro parlare di strategie in generale, in particolare quelle di mercato e finanziarie

        Ammetto quindi di non avere nessuna idea di cosa consista il lavoro di porting da un processore x86 a ARM ma non mi stupirei poi tanto se Apple tirasse fuori un compilatore che in mezza giornata esegue la conversione di Photoshop.
        Ricordo anche molto bene il passaggio dai Motorola a PPC, in quell’occasione un mio collega, sommo sacerdote laureato in informatica, aveva decretato la fine del Macintosh, idem quando Steve decise di non più consentire a terzi di clonare il Mac.

        Hai probabilmente ragione sul fatto che il Mac Pro con processore ARM non uscirà a marzo ma sono convinto che lo vedremo molto presto.
        I vantaggi del processore ARM, in termini di consumo energetico e di ripartizione dei carichi, sono sotto gli occhi di tutti.
        Anche Intel se ne è resa conto e stà facendo di tutto per contrastare l’avanzata di ARM, investendo in questa direzione somme astronomiche ma non potrà lottare con i limiti della fisica diminuendo la finezza di stampa dei semi-conduttori per molto ancora, ora sono a 22 nm e prevedono di arrivare a 5 nm fra due anni ma in molti sostengono che il limite sia a 11 nm, vedremo.

        Questa è un’ottima opportunità per Apple di dimostrare ancora una volta al mondo informatico che sa ancora innovare e, se saprà dimostrare ad altri che la strada intrapresa è quella giusta, potrebbe ritrovarsi con un vantaggio di un paio d’anni sulla concorrenza.

        Ciao.

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        1. puce72 Autore articolo

          La mia posizione in merito all’adozione di ARM è quella che ho espresso nell’articolo citato: il percorso di Apple mi pare chiaro e l’evoluzione di processori della serie A# lascia intendere che il passo potrebbe arrivare non appena sarà “conveniente”.
          Dal punto di vista tecnico, è vero che con ARM hai un risparmio energetico, ma è anche vero che su un Mac Pro la cosa è pressoché ininfluente (per questo dicevo che secondo me inizieranno prima dai portatili). Intel è indietro dal punto del risparmio energetico ma è avanti da quello della potenza di calcolo; Intel sta facendo passi in quella direzione, ARM sta facendo passi sulla crescita di potenza che inevitabilmente infuenzeranno (almeno in parte) negativamente il consumo energetico.
          Quello della ripartizione dei carichi non è propriamente un vantaggio, ma un potenziale problema. ARM punta sulla parallelizzazione perché ugni processore in sé è meno potente: sotto certi punti di vista è la strada giusta, anche perché la potenza della singola CPU non può crescere all’infinito (salvo evoluzioni rapide del computer quantico o dei processori 3D), ma implica che non solo il sistema operativo ma anche ogni applicazione sia scritta in modo tale da parallelizzare i compiti, ed è un problema che in parte esiste già anche adesso. Apple ha fornito agli sviluppatori Gran Central Dispatch, ma mi risulta che le applicazioni che sfruttano la parallelizzazione siano davvero poche, e puntare ad ARM adesso, richiedendo un maggiore spinta di parallelizzazione, sarebbe controproducente.
          Apple sicuramente se ne uscirà con un compilatore in grado di realizzare eseguibili per entrambi i sistemi, l’ha fatto anche per il passaggio PPC->Intel, ma nonostante ciò sono serviti 6 mesi per un minimo di transizione, perché il complatore non può fare tutto (semplificando si occupa solo del livello più alto), e parte del codice va necessariamente modificato a mano. Apple se ne uscirà anche con un ambiente “emulativo”, ma anche qui (vedi sempre il passaggio PPC->Intel) non sarà compatibile al 100%.
          Il vantaggio di ARM è che si tratta di un’architettura più snella e pensata da principio per la parallelizzazione, quindi i vantaggi su Intel (che si porta dietro compatibilità x86) sicuramente dovrebbe esserci; non credo però che l’eventuale passaggio sia da considerare come un vantaggio temporale rispetto alla concorrenza, perché credo che la concorrenza resterà comunque su Intel.

          (poi è anche vero che Intel ha licenza per costruire processori ARM, quindi alcuni discorsi potrebbero intrecciarsi, ma qui andiamo a fantasticare troppo :))

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  5. Madmaxmac

    E se iWatch non fosse né un orologio né una TV convenzionale? Se fosse un modo diverso di guardare la TV? Tempo addietro si parlava di brevetti che riguardavano occhiali. E se fosse un occhiale ad alta definizione che si interfaccia con una nuova AppleTV che manda in AirPlay programmi televisivi da iTunes? E se questi occhiali permettessero di interfacciarsi anche con l’iPhone e il Mac. Mah, probabilmente vaneggio… :-))

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    1. puce72 Autore articolo

      Mah… tutto può essere, ma questa mi pare la meno probabile: personalmente non comprerei mai un paio di occhiali di questo tipo (così come trovo insensati gli smartglass di google)

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    2. LucaS

      Per esperienza non c’è nulla di peggio che guardare gli schermi di un visore.
      Per vari motivi, dalla pesantezza al fatto che affaticano molto gli occhi, e confermo per esperienza diretta.
      Vero che apple ha sorpreso sia con iphone sia, in parte (esistendo già ios) con ipad, ma in questo caso ci sono problemi tecnici che rendono ancora acerbo un prodotto del genere.
      Inoltre a differenza di una tv un visore è un modo esclusivamente personale di fruire di quel che si vede, quindi con un ambito ristretto.

      I google glass sono una cosa diversa dato che coniugano input vocali ad informazioni visuali disponibli come una sorta di display secondario sempre sott’occhio (letteralmente o quasi), sono più una strada diversa, vedremo quanto comoda e usabile, per lavorare con le informazioni come oggi si fa con lo smartphone.
      In questo sono molto più simili agli smartwatch, che a freddo mi sembrano un modo meno rivoluzionario ma più pratico, ma per dare un giudizio corretto dovrei provare anche i google glass.

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